Nel mezzo della discussione con Carlo Calenda su cosa sia lecito attendersi dal triplice G7 industriale e tecnologico che si apre oggi a Torino arrivano gli esiti del voto in Germania. Vince Merkel, indebolita, come previsto. “Questo può essere il mandato più europeista della cancelliera – afferma il ministro dello Sviluppo economico in una intervista a La Stampa – che ha contribuito a tenere in piedi l’Europa ma non è riuscita a vincere le resistenze interne e lanciare un’agenda di crescita e sviluppoed è un’occasione straordinaria: insieme con tedeschi, francesi e spagnoli dobbiamo impegnarci a ragionare sui contorni di un’Europa che, così com’è, non tiene nel lungo periodo”. Non solo. Con Berlino e Parigi si deve discutere insieme e far fronte anche davanti agli Usa per evitare i rischi insiti nella nuova rivoluzione industriale. Un esempio? “Gli standard devono essere aperti”. Inoltre evidenzia che sul tavolo del vertice di Torino “ci sono i temi etici e le implicazioni sul lavoro sollevati dallo sviluppo delle nuove tecnologie e dall’impatto atteso sull’economia globale. Dobbiamo ragionare su sfide e opportunità legati a intelligenza artificiale, standard e cyber sicurezza. I sette paesi democratici più forti devono trovare una posizione comune”.