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Roma: al Ghione
va in scena
‘A casa di Nathalie’

it@withub.it by it@withub.it
29 Settembre 2017
in Archivio speciali - Teatro
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ROMA: AL GHIONE “A CASA DI NATHALIE”

“A casa di Nathalie” scritto e diretto da Alessandro Capone racconta la prima lettura a tavolino di un nuovo testo teatrale che vede coinvolti sei attori, un regista e un intruso. Andrà in scena al teatro Ghione di Roma dal 6 al 22 ottobre (via delle Fornaci 37). L’intuizione geniale dell’autore è stata quella di mostrare al pubblico cosa c’è dietro una rappresentazione teatrale, spesso più esilarante della commedia stessa: divertimento vissuto solo da chi il teatro lo fa ma mai dal pubblico che assiste solo al risultato finale. Altrettanto vero è che anche la prima lettura fatta a tavolino di un testo che dovrebbe andare in scena in realtà presenta spunti e situazioni che possono diventare esilaranti soprattutto per chi non ha idea di cosa ci sia dietro la nascita di una commedia. Naturalmente sarà dura arrivare a leggere il testo che verrà continuamente interrotto da polemiche, dinamiche personali, gelosie, pause caffè e sigarette sul terrazzo, trasformando la lettura in un’esilarante seduta degna di una terapia di gruppo delirante. In scena Giorgio Lupano, Francesca Valtorta, Giampiero Mancini, Rubén Rigillo, Rossella Infanti. (PO / red)

 

GIANFRANCO D’ANGELO IN “TESORO MI SI E’ ALLARGATA LA FAMIGLIA”

Dal 4 al 15 ottobre al Teatro Tirso de Molina di Roma  (Via Tirso, 89 Piazza Buenos Aires) va in scena l’anteprima nazionale della commedia brillante “Tesoro mi si è allargata la famiglia” con Gianfranco D’Angelo ed un inedito Pietro Romano. Con loro anche un’eccezionale cast composto da Antonella Aiesi, Emanuela Aurizi e Marco Todisco e la direzione del maestro Massimo Cinque. Gianfranco e Pietro, padre e figlio, entrambi attori, vivono insieme con la governante Anto, ucraina. Marco, figlio di Pietro, piomba in casa dalla Sicilia con la scusa che deve sostenere un provino per il ruolo di Romeo. Marco è “cicciottello”; “come potrebbe sostenere il ruolo di Romeo sempre interpretato da attori molto belli?” La mediazione di Gianfranco convince Pietro ad aiutare il figlio a preparare il provino. Il campanello della porta interrompe le prove. Pietro è convinto che sia in arrivo una dei suoi strampalati acquisti, invece è arrivata una magnifica ragazza che dichiara di essere sua figlia: Manuela, figlia avuta dopo uno spettacolo con una sua fan. La madre si è raccomandata di consegnare una lettera al padre solo quando sarebbe stata sicura di essere stata accolta come sua figlia. Pietro non vuole credere ad una parola di questa storia; con i problemi che ha ci manca pure una figlia! Gianfranco e Marco, invece, la accolgono con affetto e simpatia. Marco, soprattutto, la invita a fare il provino con lui nel ruolo di Giulietta.  Il tempo è trascorso e Manuela decide di aprire quella lettera… (red)

A ROMA “XANAX” DI MARCO CAVALLARO

Dal 5 all’8 ottobre sarà in scena al Teatro degli Audaci di Roma (via Giuseppe de Santis 9 – Roma) lo spettacolo Xanax, un atto unico scritto da Angelo Longoni, che vede protagonisti Mario Antinolfi e Claudia Ferri, diretti da Marco Cavallaro. I due protagonisti, Daniele e Laura, hanno vite apparentemente molto diverse e, seppur lavorando nello stesso edificio, quasi non si conoscono tra loro. Improvvisamente si trovano in una situazione esasperata, claustrofobica, estrema: un venerdì sera, dopo essersi entrambi attardati a lavoro, le loro vite si incontrano su uno degli ascensori che li deve condurre verso l’esterno dell’edificio, verso un normalissimo week end in famiglia. Ma… l’ascensore si blocca. I due chiamano aiuto, ma ormai nessuno li può sentire, almeno fino al lunedì mattina, quando gli inservienti della ditta di pulizie arriveranno per sistemare gli uffici. Quarantotto ore possono diventare un’eternità quando si sta chiusi in quattro metri quadrati, senza ricambio d’aria, senz’acqua, senza cibo, quando la paura è incontrollabile e ci si sente estranei ma si é costretti a condividere l’intimità con uno sconosciuto, perfino per tutti i bisogni corporali. In una situazione così estrema può accadere che cose mai dette, taciute a se stessi e agli altri, emergano dalla coscienza e vengano rivelate ad un estraneo, che però è in grado di diventare un riferimento esclusivo, unico. L’estrema difficoltà, l’isolamento, la paura, la perdita del controllo fanno agire i due protagonisti in un modo sconosciuto a loro stessi e che li spinge a rivelare di sé più di quanto non abbiano mai fatto in passato anche con le persone a loro più care. In quarantotto ore si può arrivare a dichiarare tutti i propri fallimenti, le proprie illusioni e speranze tradite, le proprie incapacità sul lavoro e nell’amore ed i propri torti nei confronti delle proprie famiglie. L’isolamento in questo modo riesce paradossalmente a produrre un effetto quasi “terapeutico” in grado di dare la forza ai due protagonisti per ricominciare una vita migliore e più consapevole. Questo divertente testo drammaturgico di Angelo Longoni, a dieci anni dalla sua composizione, conserva intatta la propria attualità e l’originalità dell’interazione tra i due personaggi, che consente di indagare sin nei meandri più reconditi della loro intricata psicologia. Uno scontro e un intreccio di solitudini, di angosce esistenziali e di timorose speranze per un futuro migliore di due personaggi assolutamente attuali, nei quali gli spettatori non faranno certo fatica ad immedesimarsi con naturalezza. Una commedia agrodolce divertente nella quale non mancheranno spunti di riflessione. (PO / red)

 LECCE, L’ODIN TEATRET DI EUGENIO BARBA PRESENTA “L’ALBERO”

Il più recente spettacolo dell’Odin Teatret, L’Albero, applaudito in molte capitali europee avrà la sua prima italiana il 4 ottobre a Lecce nei Cantieri Teatrali Koreja grazie al Progetto della Regione Puglia, realizzato da Teatro Pubblico Pugliese, e sostenuto dal Fondo speciale per la cultura e patrimonio culturale – Legge regionale 40/2016  – e Fsc 2014_20 : intervento “Sviluppo e internazionalizzazione della filiera culturale e creativa dello spettacolo dal vivo – teatro e danza”, in collaborazione con Cantieri Koreja e con il patrocinio del Comune di Lecce. Lo spettacolo sarà presentato in conferenza stampa lunedì 2 ottobre nei Cantieri Teatrali Koreja. Interverranno: Eugenio Barba Regista e Fondatore dell’Odin Teatret; Loredana Capone Assessore Industria Turistica e Culturale Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali della Regione Puglia; Carmelo Grassi Presidente Teatro Pubblico Pugliese; Antonella Agnoli Assessore Cultura, Creatività e Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Comune di Lecce. (PO / red)

 TEHO TEARDO FIRMA LE MUSICHE DI “B”, LA PIECE DI CALDERON IN SCENA A LONDRA

L’attenzione e la stima del teatro contemporaneo internazionale, in particolare quello anglosassone, nei confronti di Teho Teardo si accresce ulteriormente con una nuova importante collaborazione. Direttamente invitato da Sam Pritchard, regista associato del Royal Court Theatre di Londra, Teardo ha composto le musiche di “B”, la pièce del drammaturgo cileno Guillermo Calderòn che ha debuttato giovedì 28 settembre in prima mondiale, diretta dallo stesso Pritchard. “B” sarà in scena fino al 21 ottobre nel teatro londinese, punto di riferimento internazionale per l’attenzione nei confronti del teatro di scrittura e per il costante impegno a fianco dei drammaturghi. Il teatro che presentò al mondo il talento di Sarah Kane, per citare soltanto un nome. Lo spettacolo è un’indagine sul significato della violenza rivoluzionaria in due differenti generazioni. Come sempre quando compone per il teatro, Teardo parte dalle suggestioni generate dalla parola scritta, le trasforma in visioni prima e in musica dopo. Gli universi sonori che dipinge per il teatro, così come quelli per il cinema, fatte le dovute differenze, non sono mai di accompagnamento alle scene, non sottolineano, non commentano. Non affermano e non smentiscono ciò che si vede. Piuttosto, stabiliscono connessioni emozionali fra parola, immagine e suono. Le musiche per il testo di Guillermo Calderòn, che un giornale come The New Yorker ha definito “un autentico genio del teatro”, sono state composte in relazione al senso di attesa ansiogena che sta al centro della pièce: un ordigno deve esplodere, innescato da un cellulare. “Tutto risente di quella tensione, sia prima che dopo. È solo un attimo e tutto esplode o, meglio, implode” ha dichiarato Teardo. E per creare quell’atmosfera ansiogena, Teardo ha utilizzato sintetizzatori analogici, un vecchio synth modulare Buchla, archi, chitarre e diversi altri strumenti elettronici. Con “B”, il rapporto del compositore, musicista e sound designer friulano con il teatro si arricchisce dunque di un ulteriore prezioso capitolo. Teardo è infatti reduce dallo straordinario successo newyorkese, lo scorso maggio, di “Arlington”, lo spettacolo dell’irlandese Enda Walsh per il quale ha composto le musiche. La collaborazione con Walsh era iniziata con il precedente “Ballyturk”, grazie al quale Teho ha vinto l’Irish Theatre Award 2015 come migliore colonna sonora per il teatro, spettacolo che debutterà a gennaio 2018 al St. Ann’s Warehouse di New York. Due lavori poi pubblicati per Specula Records. Intanto, sono state annunciate le nuove date, il 5 ottobre a Bologna e il 6 ottobre a Firenze, del “Viaggio al termine della notte” con Elio Germano, che a distanza di anni dal debutto continua a riscuotere un notevole successo di pubblico e di critica. (29 set – red)

 

 

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