ROMA: SEPE, STREET ARTIST PACIFISTA
La Galleria Varsi di Roma, specializzata in street culture, inaugura la nuova sede con la mostra “Sleeping Through The War” di Sepe, 35enne artista di riferimento della scena dell’arte urbana polacca. Un “reportage visivo” che raccoglie le considerazioni scaturite da alcuni viaggi, nei quali si è trovato a riflettere sulla natura della guerra. In particolare l’artista ricorda una domenica di sole un anno fa a Mosca quando recatosi nella Piazza Rossa, incuriosito da un volantino che invitava ad un “picnic di famiglia”, si ritrova in un contesto inaspettato: pistole, kalashnikov, fucili di precisione e armi autentiche di ogni tipo passavano disinvolte tra le mani dei bambini che addestravano i loro coetanei al combattimento, sotto lo sguardo incoraggiante delle famiglie. “La ‘retorica della guerra’ sempre più vivida e inquietante è presente non solo nel mondo della politica e dei media, ma anche nella vita sociale ed è sempre più vicina a noi. La guerra è il business più redditizio e cinico che ci sia e la morte è la notizia che i media vendono meglio” afferma lo stesso artista.
FIRENZE: I “PIACERI” DI GLENN BROWN
Il Museo Stefano Bardini di Firenze presenta, fino al 23 ottobre, la mostra “Piaceri Sconosciuti”di Glenn Brown. Con le sue sofisticate composizioni, in cui diversi periodi storici e diverse correnti artistiche – quali il Rinascimento, l’Impressionismo, il Surrealismo – si vanno a fondere l’uno con l’altro, l’artista britannico crea uno spazio dove astratto e viscerale, razionale e irrazionale, bello e grottesco si confondono dando vita ad un vertiginoso amalgama di forme e riferimenti. Le opere di Brown sono esposte accanto a quelle appartenenti alla collezione di Stefano Bardini, celeberrimo antiquario e collezionista d’arte del XIX e primo XX secolo, che conserva numerosi capolavori dell’arte medievale e rinascimentale tra cui la Carità di Tino da Camaino e la Madonna dei Cordai di Donatello, il Crocifisso di Bernardo Daddi, il San Michele Arcangelo del Pollaiolo e l’Atlante del Guercino oltre a straordinari disegni del Tiepolo e del Piazzetta.
DOMODOSSOLA: TRA GUERCINO E DE NITTIS
Casa De Rodis a Domossola, ospita fino al 28 ottobre l’esposizione “Tra Guercino e De Nittis. Due collezioni si incontrano”. Non solo una mostra, ma un progetto di ampio respiro finalizzato ad una raccolta fondi che contribuirà al restauro di un capolavoro dell’arte marchigiana compromesso dal terremoto, ovvero la Madonna in trono fra i santi Sebastiano e Caterina d’Alessandria, una pala d’altare della distrutta chiesa di San Silvestro ai Sassi, opera del pittore austriaco Pietro Alamanno, attivo ad Ascoli Piceno nella seconda metà del XV secolo. L’esposizione di Domodossola, realizzata in collaborazione con la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, racconta la storia di due collezionisti, Antonio Ceci (1852-1920) e Alessandro Poscio (1928-2013): chirurgo marchigiano di adozione pisana il primo, imprenditore piemontese con la passione per la pittura il secondo. Per la prima volta un nucleo di opere delle loro collezioni vengono messe a confronto, evidenziando accostamenti e suggestioni inaspettati ma profondamente in sintonia. Da Ascoli Piceno arrivano a Domodossola, tra gli altri, un gruppo prezioso di disegni di artisti quali Pietro da Cortona, Guercino, Luca Giordano e Domenico Morelli, ma anche tele affascinanti quali i suggestivi paesaggi ad olio di Alessandro Magnasco e Francesco Zuccarelli, la sublime Passeggiata amorosa di Pelizza da Volpedo, l’incantevole Pax di Luigi Nono.
CUNEO: OMAGGIO ALLA POP ART ITALIANA
La Fondazione CRC e la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, presentano la mostra “Io non amo la natura – Pop Art Italiana dalle collezioni della GAM-Torino”, nel Complesso Monumentale di San Francesco di Cuneo, fino al 22 ottobre. La mostra – promossa dalla Fondazione CRC in occasione dei 25 anni dalla nascita, nel gennaio 1992 – propone un excursus intorno alla Pop Art italiana, attraverso una selezione di cinquanta opere tra dipinti, sculture e video, tutte provenienti dalla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino. L’esposizione nasce dalla volontà di riflettere sulla vicenda storica della Pop Art in Italia, alla luce della recente rinnovata attenzione da parte della critica. Gli aspetti principali su cui la critica si è soffermata nel rileggere il fenomeno includono, da una parte, lo studio della cronaca di quegli anni, alla ricerca di corrispondenze dirette con l’arrivo e l’esplosione del fenomeno Pop americano sul suolo italiano e dall’altra, la messa a fuoco della provenienza culturale e linguistica degli artisti italiani, evidenziandone contiguità e differenze rispetto agli internazionali.
COMO: VIAGGIO NELL’ETA’ DEL FERRO
Urne cinerarie e vasi per offerte dalle forme inconsuete, ornamenti in bronzo, ferro, ambra, pasta vitrea, elementi dell’abbigliamento, amuleti, simboli di status delle antiche popolazioni e preziosissime armi riferibili alla cultura protostorica detta “di Golasecca” caratterizzano il percorso espositivo della mostra “Prima di Como. Nuove scoperte archeologiche dal territorio”, nella suggestiva Chiesa di San Pietro in Atrio a Como, fino al 10 novembre, che mette in risalto il valore del ricco patrimonio archeologico comasco precedente alla fondazione della colonia romana. I temi principali della mostra – organizzata dalla Soprintendenza Archeologica e dai Musei Civici di Como -.sono i corredi funerari della prima età del Ferro provenienti dagli scavi di S. Fermo della Battaglia, emersi nel 2011 durante la costruzione della nuova Pedemontana; l’enigmatica area religiosa/monumentale del Nuovo Ospedale Sant’Anna, risalente al VI secolo a.C., costituita da un grande circolo del diametro di 70 metri; un ripostiglio sacro dell’Età del Ferro rinvenuto sul Monte San Zeno in Val d’Intelvi; i più recenti dati archeobiologici sul clima, la vegetazione, l’alimentazione umana in età protostorica; e infine i risultati della nuova ricerca condotta sul Carro cerimoniale del V secolo a.C. della Ca’ Morta, che ha messo in evidenza una stretta parentela con i coevi carri di ambito culturale hallstattiano, rinvenuti nel Centro Europa.
TORINO: I PAESAGGI DI FRANCO FONTANA
Palazzo Madama, a Torino, presenta, fino al 23 ottobre, la mostra “Franco Fontana. Paesaggi”, un nuovo importante appuntamento con la fotografia d’autore nella splendida cornice della Corte Medievale. La mostra rende omaggio al celebre fotografo Franco Fontana (Modena, 1933) attraverso 25 immagini di grande formato in prestito dalla UniCredit Art Collection, una delle principali raccolte d’arte in Europa a livello corporate. Leitmotiv del percorso espositivo è il colore, inteso come rivelazione, come fondamento di poetica, come linguaggio assoluto attraverso il quale passa ogni possibilità di espressione. Questo è, sin dai precoci inizi alla fine degli anni Sessanta, il fondamento della poetica di Fontana, maestro di una fotografia di paesaggio intimamente e profondamente anti-naturalistica e anti-documentaristica, paradosso questo che da sempre rappresenta la sua forza, la sua caratteristica primaria.
CAGLIARI, GLI AUTOGRAFI DI GRAMSCI
All’emozione di vedere i Quaderni e i libri appartenuti a Gramsci si unisce la possibilità di sfogliare e ingrandire le pagine dei manoscritti attraverso schermi touch screen. E’ quanto permette di fare la mostra dei manoscritti autografi dei 33 quaderni del carcere che – già allestita a Torino, Milano, Genova e a Montecitorio, fa tappa – fino al 22 ottobre – alla Fondazione di Sardegna, a Cagliari, arricchita in occasione dell’ottantesimo anniversario del fondatore del Comunismo italiano da una selezione di libri, fra quelli posseduti durante la detenzione. Si può quindi ammirare la particolare grafia del pensatore sardo che, sebbene minutissima, risulta di facile lettura grazie alla sua regolarità e all’assenza di segni di ripensamento; si potranno confrontare le note di prima stesura – barrate dall’autore, ma sempre leggibili – con quelle ricopiate e rielaborate nei quaderni in cui volle trattare estesamente alcuni argomenti: il pensiero di Niccolò Machiavelli, la filosofia di Benedetto Croce, il Risorgimento italiano, l’americanismo e il fordismo, il folclore, la critica letteraria, il giornalismo, la storia e la funzione degli intellettuali italiani. La mostra prossimamente giungerà a Londra e a Bari.
MASSA: I MARCHINGEGNI DI FRANCESCO BOCCHINI
Opere che si concentrano su latte e ferri smaltati per produrre quadri-scultura animate da marchingegni elementari apparentemente ludici come quelli dei giochi per bambini ma che in realtà nei meccanismi si rivela la natura drammatica che nasce dal movimento convulso e poco armonioso, “vetrine” che come teche di un immaginario museo di scienze naturali conservano rarissimi elementi vegetali (la lamiera da materiale di scarto trasformata in materiale raro e prezioso), collage-disegni su carta impreziosite dal disegno dell’artista. E’ questa l’arte di Francesco Bocchini (Cesena 1969) artista eclettico che ha collaborato anche con la compagnia Teatro Valdoca e con la Societas Raffaello Sanzio (le sue mostre possono essere considerate non a torto delle rappresentazioni “teatrali” dove le opere dialogano tra di loro come attori ), che fino al 22 ottobre espone le sue opere nelle sale di Palazzo Ducale a Massa, in una mostra dal titolo “Il cattivo sogno”. Il percorso espositivo comprende 15 opere, tra questi meccanismi a parete grandi e piccoli, una grande scultura di 5 metri appositamente realizzata per l’occasione “Crocefissione Grunewald”, un enorme fiore in lamiera di ferro stagnata che riprende la drammaticità del famoso quadro di Grunewald, carte-collage e una grande “vetrina” dal titolo “BlancoPsico Macrobio”, un reliquario dove le immagini create da Bocchini, in omaggio all’attività empirica di Ambrogio Teodosio Macrobio, proiettano lo spettatore all’interno di uno spazio scenico aperto a mille interpretazioni, divagazioni e fraintendimenti.
PISTOIA: IL NUOVO “MANIFESTO” DI MICHELANGELO PISTOLETTO
Michelangelo Pistoletto torna a Pistoia. Più che un ritorno la sua è una visita attesa 24 anni. Da quando, nel 1994, Pistoletto scelse la città per presentare il “manifesto” di Progetto Arte. L’autore dei Quadri Specchianti presenta, alla Galleria Vannucci, fino al 13 novembre, la mostra “Pistoia 30 settembre 2017- Michelangelo Pistoletto presente” che accompagna “Ominiteismo e Demopraxia”, il suo nuovo manifesto artistico che esce in libreria per Chiarelettere il 5 ottobre. Uno scritto che invita ciascuno di noi a mettere in pratica la democrazia e ad esercitarla in ogni piega del nostro quotidiano, mettendo al primo posto, nel nostro vocabolario intimo, la parola responsabilità. Il Terzo Paradiso, simbolo del pensiero pistoletti ano per l’occasione è posto a confronto con l’Arazzo Millefiori, opera medievale dall’ordito in seta e lana, popolata da animali selvatici e da una grande quantità di fiori. L’Arazzo, come il Terzo Paradiso, racconta trame di vita, un tessuto umano. Ed è di fattura artigianale, come il Terzo Paradiso pistoiese. Un’opera collettiva fatta di riuso, realizzata dalle donne della cooperativa sociale Manusa, che hanno tagliato, aggiustato e ricomposto i panni usati.
MONZA: I PREMI SONY WORLD PHOTOGRAPHY
Dopo il successo del 2016, per il secondo anno Sony porta in Italia la mostra dei prestigiosi Sony World Photography Awards, il più grande concorso fotografico al mondo. Fino al 29 ottobre si potranno ammirare le opere vincitrici e finaliste presso la Villa Reale di Monza. In mostra la serie “Whiteout” del fotografo belga Frederik Buyckx, proclamato Fotografo dell’Anno, e gli scatti, in versione digitale, del britannico Martin Parr, insignito del premio Outstanding Contribution to Photography. Tra i vincitori, gli italiani sono riusciti a distinguersi anche quest’anno, conquistando importanti vittorie. Particolare interesse ha suscitato il reportage sulla guerra in Libia “We are taking no prisoners” di Alessio Romenzi (vincitore del concorso Professionisti nella categoria Attualità), premiato per l’intensità con cui ritrae uno degli eventi più drammatici del nostro tempo. In mostra, anche la serie “My (m)other” di Alice Cannara Malan, che riflette sulle dinamiche più intime e personali dei rapporti familiari, “Athens Studio” di Diego Mayon, una raccolta di immagini architettoniche dei bordelli di Atene e “Live chat studio industry” di Lorenzo Maccotta, che ritrae modelli e modelle che lavorano nell’industria delle webcam per adulti in Romania. Giunti alla decima edizione, i Sony World Photography Awards 2017 hanno accolto oltre 227.000 candidature da 183 Paesi, confermandosi tra le competizioni più amate, attese e seguite a livello internazionale, sia per i professionisti della fotografia sia per gli appassionati e i giovani studenti. Da giugno sono aperte le iscrizioni per l’edizione 2018.
PERUGIA: GLI AUTORITRATTI DI BERNINI E VELÁZQUEZ
Bernini e Velázquez ospiti di Perugino, in quel magico scrigno d’arte che è il Nobile Collegio del Cambio, nel cuore di Perugia. L’intrigante confronto è provocato, fino al 22 ottobre, da Francesco Federico Mancini, che con un numero selezionatissimo di opere, al cospetto degli splendidi affreschi di Perugino e del suo autoritratto, indagail reciproco influsso, nell’ambito dell’autoritratto, tra Gian Lorenzo Bernini e lo spagnolo Diego Velázquez e rilancia il dibattito sulle relazioni e sulle reciproche influenze intercorse tra i due artiti i quali sicuramente si incontrarono (e si frequentarono) fin dal primo soggiorno in Italia del maestro spagnolo, nel 1629-1630 (il secondo viaggio di Velázquez in Italia risale al 1650). Si parte dal trittico di Valentino Martinelli del celeberrimo Autoritratto di Velázquez conservato nella Pinacoteca Capitolina di Roma all’ Autoritratto a mezza figura di Bernini della Galleria degli Uffizi e all’ Autoritratto di Velázquez sempre degli Uffizi. Presenti anche l’ Autoritratto di Bernini del Museo del Prado e l’Autoritratto di Bernini del Musée Fabre di Montpellier.
FIRENZE: LE SCULTURE RIFLETTENTI DI XHIXHA
Nella sua personale ospitata nel Giardino di Boboli fino al 29 ottobre, Helidon Xhixha – ricordato per le sue sculture galleggianti alla Biennale di Venezia, e vincitore del Somerset House Prize a Londra– mostra gli esiti del suo studio sull’idea di caos e ordine, tramite la tecnica della scultura iconica, e realizza la propria visione ispirandosi al mondo naturale. La Limonaia del Giardino di Boboli diventa palcoscenico per un gruppo di elementi monumentali in acciaio inossidabile che traggono spunto dalla Cava dei Cristalli in Messico, proponendo un’alternativa contemporanea alla Grotta del Buontalenti, mentre il Giardino stesso fA da sfondo per le opere ispirate a forme geometriche che si trovano in natura. Attraverso le loro forme e le loro superficie riflettenti, le istallazioni scultoree di Xhixha si mettono in un dialogo diretto con l’ambiente e propongono nuove prospettive sull’intreccio tra arte e natura così caro ai Medici tra Cinque e Seicento.
