“Verro sicuramente espulso”. Così il sindaco M5s di Pomezia in una intervista a Il Foglio. Fabio Fucci, 38 anni, programmatore informatico, uno degli amministratori più apprezzati dalla base e dai vertici grillini, ha infatti messo in discussone uno dei principi fondativi del grillismo – due mandati e poi a casa – con la necessitò di proseguire al contrario delle esperienze di buon governo. Come, ad esempio, la sua: “I nostri ottimi risultati sono frutto di competenza e serietà, e non di improvvisazione. Ci vuole esperienza” e “quella regola ormai è un problema che spero venga affrontato presto, anche perché sarò il primo a esserne colpito”. E precisa: “Se pensassi al mio tornaconto, obbedirei e chiederei un incarico tecnico, non elettivo, aggirando la norma. Invece voglio aprire un dibattito per rimuovere una regola ormai anacronistica”, “è un principio che risale alla fondazione del Movimento, quando aspiravamo a eleggere qualche consigliere comunale. Adesso puntiamo a governare l’Italia. Le regole devono cambiare”. Dovrà convincere Casaleggio: non proprio facilissimo. Lui però è convinto di avere i suoi buoni argomenti: “Il nostro è autolesionismo: sperperiamo esperienza e consenso in nome di una supposta purezza. La politica come professione a vita è un abominio; ma la professionalità in politica è un valore. Dobbiamo coltivare e conservare una classe dirigente”. E conclude: “Io resto fedele ai valori che mi hanno spinto a fare il primo banchetto per la raccolta differenziata a Pomezia. Ma qui parliamo di guidare un paese” e “a Luigi (Di Maio, ndr) direi di non affidarsi a tecnici estranei allo spirito del Movimento. Meglio puntare su figure politiche a cinque stelle che abbiamo magari maturato delle competenze. Insomma: meritocrazia”, “ci siamo già ritrovati ad avere più di un soggetto discutibile, alla Camera e al Senato. Per il prossimo giro serve una valutazione oggettiva di ciò che ciascun candidato ha fatto”. (10 ott – red)
