“Lo dico da elettore e da sindaco di centrosinistra: adesso basta con questo balletto sulle possibili alleanze perché la gente rischia di non seguirci più. Tanti già addebitano alla sinistra un’incapacità cronica di fare squadra e purtroppo è vero, ma a questo punto meglio essere chiari. Ognuno vada per la propria strada, si passi finalmente a parlare di programmi, e siano le urne a restituire il consenso delle proposte”. Lo sostiene il sindaco di Milano Beppe Sala, in una intervista a Repubblica, nella quale sostiene che “il tempo in cui si poteva cercare di mettere tutti insieme è finito”. E sottolinea: “Mi sembra che ormai Mdp vada da solo. Se Pisapia è coerente dovrebbe mantenere aperta la discussione con il Pd, anche se probabilmente dovrà presentarsi agli elettori con una proposta autonoma. La situazione che si sta configurando, però, immaginando che il Rosatellum venga approvato, dovrebbe spingere Giuliano a candidarsi in prima persona per raccogliere più consensi possibili”. D’Alema avrebbe dovuto fare il passo di lato auspicato da Pisapia? “Ho l’impressione che in questa vicenda ognuno guardasse all’altro e lo ritenesse più debole di se stesso. La controprova arriverà dalle urne”. E Renzi? Se non fosse candidato premier il dialogo sarebbe più semplice? “Non è il momento di mettere in discussione la leadership di Renzi, ma è legittimo chiedergli che nella costruzione delle liste dimostri nei fatti di volere una pluralità di pensiero. Non dovrebbe mettersi nella condizione di essere accusato di aver voluto solo i fedelissimi”. Il centrosinistra è finito? “No, ma in un’ottica proporzionale puoi metterti d’accordo anche il giorno dopo. Che ognuno si faccia misurare e poi avrà anche maggior diritto a dire la propria”. Infine, sul referendum lombardo per l’autonomia, spiega che non potrà andare a votare pur sostenendo il sì: “Continuerò a spiegare le ragioni di una posizione che condivido con altri sindaci come Giorgio Gori, ma oggi ho saputo che in realtà non potrò andare a votare. Il 22 ottobre, a Parigi ci sarà il comitato esecutivo del C40 che riunisce le città del mondo alleate per l’ambiente. Milano è l’unica italiana e non posso non partecipare ai lavori”. (10 ott – red)