Si chiama legge elettorale, e per approvarla alla Camera saranno necessari diversi voti, anche segreti. Il governo ha infatti posto la questione di fiducia sui primi tre articoli del nuovo ‘Rosatellum’, che andranno votati separatamente tra domani e giovedì. Sfuma però la possibilità per l’aula di votare nel merito del testo, e lo stesso dicasi per le questioni pregiudiziali: due fatti che a Montecitorio hanno scatenato le ire delle opposizioni, dal Movimento 5 Stelle a Fratelli d’Italia passando per Mdp, che di fatto consuma forse lo strappo definitivo con il Pd e quindi con la maggioranza. Tanti i motivi di recriminazione, che sfociano in forti proteste dentro l’aula (“venduta, venduta” il coro al ministro Anna Finocchiaro al momento dell’annuncio della fiducia, insieme a un ironico lancio di fiori verso i banchi del governo) e fuori, dove si era radunato un piccolo corteo che con ogni probabilità si ripeterà anche domani e dopodomani. La richiesta della fiducia sulla legge che disciplina le regole, secondo il candidato premier di M5S Luigi Di Maio, fa cadere l’Italia “in piena emergenza democratica: stanno stravolgendo la legge elettorale a 6 mesi dalle elezioni per provare a fermare la prima forza politica del Paese. Hanno paura dell’effetto che avrebbe la nostra probabile vittoria in Sicilia e ci combattono non con la bontà dei programmi, ma truccando le regole del gioco. L’intento è distruggerci, quello che otterranno sarà rafforzarci. Faranno imbestialire i cittadini. Nei prossimi giorni saremo chiamati tutti a difendere le Istituzioni della Repubblica”. Oltretutto, sul piatto c’è un testo di legge profondamente diverso da quello su cui la Camera aveva rimandato il dibattito lo scorso giugno, come spiega Alfredo D’Attorre di Mdp, appunto un Rosatellum Bis. “Noi stiamo esaminando un testo assolutamente nuovo e inedito. E’ un testo del tutto nuovo su cui l’aula non si è mai espressa, e siccome apprendiamo dalle agenzie che il governo intende mettere la fiducia, chiediamo almeno di poter discutere le pregiudiziali”. Ma anche in questo caso nulla da fare: da domani pomeriggio si parte coi voti.
(Sis)