Dal 1996, da quando dichiarò l’indipendenza della Padania, “è successo che l’Italia mi ha fatto fuori. Il centralismo ha pensato bene di inventarsi che mi sono rubato i soldi. Hanno imbastito un processo politico, e quindi mi sono ritirato dalla Lega per non farla massacrare” ma “io ci sono ancora”. Pontida? “Non mi deludo mai perché ho degli ideali” e “non porto rancore”. Così Umberto Bossi in una intervista a Libero. E sul referendum autonomista del 22 ottobre si dice certo che i lombardi “voteranno tutti in massa per l’autonomia”, “i lombardi andranno a votare con la mano sulla coscienza, perché se non passa il Sì subiremo la stessa cosa avvenuta in Scozia, a Glasgow: dopo la deindustrializzazione sono scoppiati alcolismo e droga. Hanno devastato la società, dopo un decennio non si sono ancora rimessi in piedi. La Lombardia ha dato soldi a tutti, quando ha potuto. Oggi non può più, ha bisogno dei propri soldi. Chiediamo di tenerli per investirli, d’altronde Roma ci ha sempre chiesto soldi per aiutare il Sud ma non ha mai aiutato un cazzo di nessuno. Il Mezzogiorno non si è sviluppato, è inutile dargli i soldi. Adesso ne abbiamo bisogno noi, non possiamo andare verso la distruzione della nostra società e i lombardi faranno la loro parte”. E aggiunge: “Non vogliamo il fattore Glasgow. Speriamo di riuscire a cavarcela e avere una società che sta in piedi”. “gli stessi autonomisti tedeschi del Sud Tirolo si sono calmati dopo l’autonomia. Adesso ne ha bisogno la Lombardia e non c’è Stato che tenga. Adesso abbiamo bisogno di salvarci dal disastro. È fondamentale”. (11 ott – red)
