Avviare il recupero di una serie di “luoghi della memoria” dove ancora oggi è possibile rintracciare segni tangibili della permanenza, o comunque del passaggio, dei soldati italiani durante la campagna di Russia nell’ultimo conflitto mondiale. Questa la proposta lanciata da Katerina Sankina, responsabile per il nostro Paese di Visit Russia, filiale dell’Agenzia Federale per il Turismo Rosturizim del Ministero della Cultura della Federazione Russa. Nel tentativo di dar corpo a un simile progetto, la dirigente di Visit Russia ha avviato una serie d’incontri con diverse personalità che potrebbero essere parte attiva nell’iniziativa, che mira in particolare a trarre dall’oblio alcuni luoghi di culto, oggi in stato di totale abbandono o comunque necessitanti di importanti opere di restauro, che sorgono lungo il corso del fiume Don nella provincia di Voronesh in quel vastissimo settore del fronte dove furono schierate le divisioni italiane. Davvero particolare, ad esempio, il caso di una chiesa che rischia di diventare nient’altro che un rudere, isolata in un’area boscosa a un centinaio di chilometri a sud del capoluogo: un luogo non facile da raggiungere anche per gli abitanti del posto, eppure in più di un’occasione meta di veri e propri “pellegrinaggi” da parte di ex combattenti italiani accompagnati in tali viaggi dalle proprie famiglie. Sulle pareti di questa chiesa si trovano ancora le frasi devozionali scritte dagli alpini che vi si trovarono a passare, e che durante alcuni dei giorni più duri della guerra qui ottennero anche aiuto e rifugio.
COME VINCERE LA SCOMMESSA – Ora però questo ed altri luoghi simili carichi di storia – è l’allarme lanciato da Visit Russia – rischiano di venire schiacciati dalla mancanza di risorse destinate al loro mantenimento. Come ovviare? È un dato di fatto che oggi Italia e Russia sono molto più vicine di quanto lo siano mai state, come dimostra l’incremento del flusso turistico verso le mete della “Grande Madre”. Mete che però non coprono che una minima parte dei luoghi potenzialmente d’interesse sia per motivi culturali, quanto storici e naturalistici della più vasta nazione del pianeta. Potrebbe dunque passare proprio per la scoperta anche da parte del grande pubblico della provincia di Voronezh – dove peraltro non mancano strutture di accoglienza di alto livello – anche la valorizzazione di questi luoghi simbolo della nostra storia recente. Una scommessa, certo, dalla quale però in questo caso non si avrebbe nulla da perdere ma tutto da guadagnare, soprattutto nel fondamentale campo della memoria. (PO / deg – 17 ott)
