“C’è stato un periodo della mia vita… in cui ho avuto qualche problemino di natura alimentare… vomitavo. Bulimica? Nel senso che è una cosa sfiorata… non è durata per fortuna tanto perché ho cercato subito aiuto… però, insomma, l’ho fatto qualche volta… sì… purtroppo sì…”. Così la nuotatrice Federica Pellegrini si confessa a Maurizio Costanzo nel talk “L’Intervista”, in onda domani seconda serata su Canale 5. Un colloquio nel quale rivela anche altre fragilità; “Il primo attacco di panico che ho avuto è stato nel novembre 2008 durante una gara, un meeting italiano, quindi non una gara importante, però avevo appena vinto l’Olimpiade e forse comunque un po’… molte pressioni esterne e comunque anche pressioni che facevo io su me stessa … soprattutto quello … e quindi mi ha scatenato questa cosa che è nata anche per un problema fisico … ho scoperto di essere asmatica quindi sotto sforzo respiro molto meno”. Nel programma sarà proiettato un filmato sulle straordinarie imprese sportive di Pellegrini: primatista del mondo in carica nei 200 stile libero e primatista in Europa nei 400 metri con un Palmarès di 138 ori. Ma anche con immagini sul suo rapporto con gli allenatori, in primis Alberto Castagnetti, un secondo padre: “Io arrivo al 2006 a un Europeo in vasca lunga che avevo una spalla massacrata e non riuscendo neanche a gareggiare nei 200 stile libero, Alberto mi prese proprio per i capelli e mi portò a Verona… da lì, settembre 2006 ho cambiato tutto. E’ stato il periodo che ho tatuato l’araba fenice come animale guida e grazie a lui, sportivamente parlando, sono rinata. Poi… negli anni è nato anche qualcos’altro che purtroppo non è durato molto”. Ci pensa ancora? “Queste cose ti portano via il cuore. Diciamo che […] nessuno si aspettava che lui non ce la facesse perché ci avevano detto tutti che era un’operazione di routine… sempre al cuore però un’ operazione di routine… poi ci sono state delle complicanze e purtroppo non ce l’ha fatta… ci è crollato il mondo addosso, sia umanamente… soprattutto umanamente che però poi ovviamente nei mesi successivi sportivamente perché comunque era il mio mentore e quindi non sapevo veramente a chi affidarmi nel senso che le sicurezze che mi ha dato lui in allenamento poi ho provato a cercarle per tanti anni”.
(18 ott – PO / red)
