Raffaele Cantone, presidente dell’Anac, in una intervista al Messaggero, commenta la circolare diramata dal procuratore di Roma Giuseppe Pignatone, in cui si chiede ai pm di non iscrivere “automaticamente” le persone segnalate in informative o denunce: “Mi pare una posizione opportuna, utile a svelenire il clima dalle strumentalizzazioni. Ovviamente, faccio notare che non cambia il Codice e resta per i magistrati uno spazio di discrezionalità. E lo dico perché, se da un lato plaudo a questa iniziativa, credo, però, che qui si giochi una partita più alta che tocca la cultura del nostro paese. Qui, la tradizione del garantismo fatica ad affermarsi, perché si continuano a scambiare per effetti negativi quelli che sono di per sé principi a tutela di tutti i cittadini. Dobbiamo tenere a mente che l’iscrizione al registro degli indagati non implica una indicazione neanche prognostica di responsabilità. E’ una premessa indispensabile”. E concorda col vice presidente del Csm, Giovanni Legnini, secondo cui l’iscrizione al registro degli indagati espone ad una gogna: “Credo che abbia ragione e che effettivamente sia una situazione su cui è necessario fare chiarezza. L’intervento del procuratore di Roma Pignatone è un provvedimento esplicativo utile proprio ad evitare che si generino situazioni di tensione attorno a soggetti che possono esserne danneggiati da mille punti di vista, che siano essi semplici cittadini, politici o imprenditori”, “ricordiamoci che chi ha inserito questo articolo nel codice l’ha fatto con la prospettiva di tutelare l’indagato, di poter far sentire le sue ragioni, di garantirlo”. E conclude: “La paura dell’avviso di garanzia, in particolare per abuso d’ufficio, con accuse che magari si rivelano infondate, sembra diffusa e la conseguenza è che la paura di essere indagati diventa un viatico della paralisi della pubblica amministrazione. La mia impressione è che questo timore sia a volte eccessivamente enfatizzato, usato come una scusa, mentre non sempre è giustificato dai fatti. Detto dunque che non possiamo accettare che queste paure blocchino le amministrazioni, è evidente che un sistema di maggiore efficienza sull’uso delle indagini preliminari può essere utile per svelenire il clima”. (19 ott – red)