Cagliari, 28 apr – Le proposte sono state sintetizzate in un documento finale dal consegnare alla Regione che sottolinea la necessità diffusa di snellire la burocrazia nella relazione fra i circoli di emigrati e la Regione, la creazione di una piattaforma informativa istantanea e di comune accesso, l’apertura di uno spazio di proposta e discussione riservata ai giovani in vista della Conferenza giovani italiani nel mondo. Per quanto riguarda la sessione di lavoro dedicata al rapporto fra appartenenza e globalità, invece, è stato sottolineato il ruolo giocato dai circoli, che non si limitano ad assicurare la conservazione e la trasmissione delle identità ma diventano centri di elaborazione culturale. Una particolare attenzione merita la lingua sarda. Non è mancato nella tre giorni sarda un forte richiamo all’opportunità che tra le istituzioni impegnate sui temi dell’emigrazione (Stato, Regione, ma anche provincie e comuni e Unione europea) si annoverino le strutture dell’associazionismo sardo. Da parte dei rappresentanti degli emigrati è emersa anche l’esigenza che nel nuovo Statuto sardo si dia importanza alla definizione dei principi di autonomia e quindi alla definizione del termine “popolo sardo”, ma anche al “diritto alla continuità territoriale”. In tema di legge elettorale, l’idea che ha avuto più consensi, è stata quella di una circoscrizione per l’estero. Ha chiuso i lavori l’intervento del presidente della Giunta regionale Renato Soru che ha accolto l’invito a creare il museo dell’emigrazione sottolineando che “sarà il luogo per costruire la nostra storia e tramandarla”.