Roma, 28 apr – Strettamente legata allo sviluppo degli investimenti in Cina è la crescita della presenza italiana nella Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong. Le aziende italiane presenti con una propria filiale a Hong Kong e Macao sono oltre 300, principalmente del comparto moda di lusso. Malgrado le dimensioni limitate del territorio e della relativa popolazione, il mercato di consumo è, infatti, particolarmente ricettivo per gli articoli di alta gamma. A febbraio 2008 le importazioni di Hong Kong dall’Italia hanno registrato un +20,5% rispetto allo stesso periodo del 2007. In materia di ricerca e sviluppo, esistono crescenti potenzialità di cooperazione bilaterale tra la ricerca di base italiana e quella applicata particolarmente vivace ad Hong Kong. Le Pmi italiane potrebbero infatti trarre beneficio dalla posizione privilegiata della Regione in termini di produzione e commercializzazione dei propri prodotti in Cina e di accesso ai fondi locali dedicati alla promozione del settore della R&S. Singapore si conferma per l’Italia un importante mercato di riferimento nella regione, con un valore delle esportazioni nel 2007 pari a 1,7 miliardi di euro, concentrate soprattutto nel settore dei macchinari industriali. Il Paese asiatico offre buone opportunità anche per le aziende del settore della difesa, soprattutto per la fornitura di velivoli da addestramento di nuova generazione all’Aeronautica singaporeana. Come per la Regione di Hong Kong, elevata è la ricettività del mercato ai prodotti italiani di alta gamma. Singapore, sta inoltre potenziando i propri impianti portuali per soddisfare le crescenti esigenze del mercato turistico emergente. In India, il flusso di investimenti si è triplicato nel biennio 2006-2007, passando da 3,5 a 10 miliardi di euro. I servizi e l’industria informatica, i settori che complessivamente raccolgono oltre il 35% del totale degli investimenti diretti esteri. L’Italia, con oltre 330 imprese presenti sul territorio, si posiziona tra i primi 5 Paesi al mondo per collaborazioni nel settore tecnologico, con un totale di 484 collaborazioni dal 1991 al 2007. Per favorire una maggiore apertura del mercato, il governo indiano sta cercando di semplificare l’iter burocratico per l’approvazione degli IDE incoraggiando quei progetti per cui risulti sufficiente la “via automatica”, ossia il semplice consenso governativo successivo all’investimento. (SEGUE)