“Oggi siamo in una situazione drammatica, vicini come non mai” all’uso delle armi atomiche. “Un errore, una valutazione sbagliata o un fraintendimento, possono portare allo scontro nucleare fra Corea del Nord e Stati Uniti nel giro di pochi minuti”. È un passaggio dell’intervista concessa a Repubblica da Mohammed El Baradei, Premio Nobel per la pace nel 2005, che ha diretto l’Agenzia internazionale per l’Energia atomica (Aiea) fra il 1997 e il 2009, volto della lotta contro la proliferazione nucleare negli anni caldissimi post 11 settembre 2001, il quale giudica molto positivamente la mediazione del Papa tra Trump e Kim. “Credo sia un’iniziativa importante e perché sono un grande sostenitore di papa Francesco. È il migliore politico che ci sia oggi, quello che dice sempre ciò che la gente vorrebbe sentire”. “Il Vaticano si occupa di pace. E pace non è solo una parola: ma sviluppo, solidarietà sociale, eguaglianza. E dire basta allo sviluppo di armi terribili” afferma, “io credo nel dialogo: anche con i dittatori. Perché se un dittatore percepisce che intorno a lui si lavora per un cambio di regime farà di tutto per salvarsi. Anche mosse disperate”. (red)
