Sono ben 126 le firme dei ricercatori di tutta Italia impegnati nell’Italian Malaria Network, la rete scientifica nazionale dedicata allo studio nel campo della malaria, apposte sull’appello inviato ai ministri della salute e dell’università, affinché il Governo stanzi più adeguati finanziamenti per la ricerca verso una malattia che causa ancora oggi centinaia di migliaia di morti, soprattutto tra i bambini con meno di 5 anni di età. La malaria uccide un bimbo ogni 2 minuti, oltre 700 bambini al giorno. Come sottolineato dagli esperti nel loro documento, e ribadito anche nel corso del 16.mo Congresso nazionale SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, la malaria non è fenomeno alieno al nostro Paese in cui, anche se sotto forma di casi d’importazione, provoca 650-700 episodi di malattia l’anno. Sono, inoltre, più che attuali le parole del presidente Sergio Mattarella, pronunciate alla cerimonia di apertura de “I giorni della ricerca” contro il cancro la scorsa settimana: “L’impegno pubblico è cresciuto ma va rafforzato, e mi auguro che questo obiettivo trovi la più ampia condivisione politica. Occorre fare in modo che le strategie pubbliche diventino volano anche di investimenti privati. È necessario creare sinergie sempre più efficaci tra il pubblico, il privato e le energie del Terzo settore e del no profit”. Parole quanto mai condivisibili per Malaria No More, organizzazione internazionale con sede a Londra: “Se il Governo italiano crede fermamente nel proprio impegno a sostegno dei Paesi più disagiati, soprattutto della vicina Africa, ha davanti a sé un’occasione straordinaria per dimostrarlo, tra pochi giorni, a Milano in occasione del G7 sulla salute” si legge in una nota. (Red)