“In assenza del Suo intervento, si rischia che anche il prossimo Parlamento sia eletto con una legge che la Corte costituzionale potrebbe dichiarare illegittima. Per questo motivo riteniamo del tutto inappropriata la posizione di chi sostiene che per il giudizio sulla legge si possa serenamente attendere la pronuncia della Consulta, che invece arriverà troppo tardi. Certi della sensibilità che Lei saprà mostrare alla luce di queste particolari circostanze, per le quali la richiesta che qui rispettosamente formuliamo non apparirà come un tentativo di ingerirsi nelle Sue prerogative ma come l’unica concreta possibilità per evitare la catastrofe istituzionale di un nuovo Parlamento eletto con una legge illegittima, è proprio con lo scopo di cooperare con Lei che ci siamo sentiti in dovere di indirizzarLe questa missiva e nello stesso spirito attendiamo le Sue determinazioni”. E’ quanto si legge in una lettera aperta di M5S al capo dello Stato nella quale si sostiene che le “evidenti storture (sia formali, che sostanziali)” presenti nella legge elettorale “non sono – come qualcuno afferma – di lieve impatto, ma possono avere un effetto dirompente sulla nostra democrazia e sulle nostre istituzioni. Questo vale sia per i contenuti della legge che per le sue modalità di approvazione. Per quanto riguarda queste ultime, oltre agli argomenti tecnici che spiegheremo diffusamente, ci preme ricordare il giudizio della seconda carica dello Stato, che non è espressione della nostra parte politica e che del Presidente della Repubblica è il supplente: si è trattato di un atto di violenza istituzionale”.