La Procura di Stato spagnola ha chiesto il carcere senza condizionale per tutti i membri del governo catalano, ormai dichiarato decaduto dal governo centrale di Madrid, tranne per il consigliere Santi Vila, che si dimise prima del voto del parlamento catalano sulla dichiarazione di indipendenza, e per il quale è stato fissata una cauzione di 50mila euro. Tutti i consiglieri sono accusati di ribellione e (ad eccezione di Santi Vila) si sono rifiutati di rispondere alle domande dei procuratori Miguel Ángel Carballo e Pedro Rubira, secondo quanto riferito dal quotidiano spagnolo El Pais. In Procura stamattina si sono presenti il consigliere della presidenza Jordi Turull, e poi a segui i “ministro del Territorio Josep Rull, Santi Vila (Empresa), Meritxell Borrás (Governo), Joaquim Forn (Interno), l’ex vicepresidente Oriol Junqueras e i consiglieri Raül Romeva (Affari internazionali), Carles Mundó (Giustuzia) y Dolors Bassa (Lavoro).Non si sono presentati ovviamente l’ex presidente della Generalitat Carles Puigdemont e gli altri quattro consiglieri che si trovano ancora con lui in Belgio; Lluís Puig (ex responsabile della cultura), Antoni Comín (Salute), Meritxell Serret (allevamento, pesca y alimentazione) e Clara Ponsatí (Educazione). La mancata comparizione di Puigdemont e dei suoi consiglieri risponde, secondo quanto comunicato in una nota firmata dal “governo legittimo di Catalogna” a quella che viene considerata “una azione politica effettuata sotto il dettato del governo spagnolo”, e va vista come una “denuncia della mancanza di garanzie del sistema giudiziario spagnolo e della sua volontà di perseguire idee politiche”.