Roma, 29 apr – “Il risultato della sinistra non è spiegabile se non in parte, con il bugiardo voto utile di Veltroni, e comunque non giustifica il tracollo”. Lo ha detto Rodolfo Ricci, presidente della Federazione Italiana Emigrazione Immigrazione in una nota. “Il responso delle urne è impressionante. C’è bisogno di sinistra? Direi che neanche coloro che hanno militato per decenni nella sinistra possono essere convinti con argomenti nominalistici o simbolici. C’è bisogno di risposta convincente ad una infinità di situazioni, di problemi, di domande parcellizzate e a prima vista contraddittorie che emergono dai territori e che si congiungono – questo è molto importante- a dinamiche globali”. “All’aumento della parcellizzazione degli interessi e delle spinte ideali e valoriali – prosegue – ci troviamo, paradossalmente, ad una semplificazione categorica e mirata del quadro politico, che oggi propone solo due varianti solo parzialmente antitetiche, più spesso contigue e comunque entrambi accessorie a ciò che, sopra di loro, comanda, letteralmente ‘impera’ secondo la nuova dogmatica del mercato globale e delle sue dinamiche ‘indipendenti e naturali’”. “La vittoria delle destre –completa dopo il risultato di Roma – continua – mostra la voglia di un ritorno in grande stile allo Stato (nazionale) visto come estremo difensore degli interessi/privilegi acquisiti negli ultimi decenni: Stato che deve difendere gli interessi dei piccoli/medi produttori, della massa di lavoratori/consumatori, della massa dei timorosi che hanno il terrore di ‘perdere’ uno status identitario (sociale, culturale, nazionale) che in effetti non c’è –è del tutto posticcio-, ma c’è in quanto riprodotto quotidianamente ed egemonicamente da un enorme apparato di propaganda”. “Se la sinistra è interessata a combattere e a vincere contro questa enorme sfera sovrastrutturale che letteralmente protegge e nasconde il nucleo del problema, alimentata da un complesso mediatico costruito ad hoc – conclude – è obbligata a fare una sua rivoluzione interna. Che consiste innanzitutto nel riconoscimento della impossibilità della semplificazione: questo vuol dire in estrema sintesi “sinistra plurale”. Cioè riconoscimento della pluralità di condizioni, di problemi e prospettive di lettura individuali e di gruppi sociali. E quindi, riconoscimento della ricchezza sociale presente che deve avere voce e pari opportunità di espressione e di uditorio”.
(Cep)