BRUNORI, CANZONI E MONOLOGHI SULL’INCERTEZZA
Un incredibile 2017 per Brunori Sas che ha conquistato il pubblico e la critica con l’ultimo album di inediti “A casa tutto bene”, recentemente certificato disco d’oro e seguito dal grande successo live dell’omonimo tour, con oltre 65.000 biglietti venduti. Dopo i numerosi riconoscimenti, tra cui la Targa Tenco per la miglior canzone dell’anno con “La Verità”, che ha ottenuto anche il disco d’oro, il cantautore è pronto a cimentarsi con una nuova avventura teatrale “Brunori a teatro – canzoni e monologhi sull’incertezza” al via il 16 febbraio dall’ Auditorium Santa Chiara di Trento. Dopo il collaudato successo dell’esperienza teatrale del 2015 con “Brunori SRL, una società a responsabilità limitata”, Dario porterà in scena uno spettacolo unico nel suo genere fatto di musica e argute riflessioni, che si rifà allo stile del teatro – canzone e della standup comedy. Insieme alla sua storica band, alternerà ai brani cantati intermezzi parlati, descrivendo il mondo contemporaneo col suo stile inimitabile che coniuga profondità con leggerezza, sacro con profano, malinconia con simpatia, e lo sguardo lucido e sentimentale che caratterizza la sua poetica. Un percorso tra il riso e il pianto, dove l’unica certezza è…l’incertezza. “Brunori a teatro – canzoni e monologhi sull’incertezza” arriverà nei principali teatri italiani: il 16 febbraio a Trento (Auditorium Santa Chiara) il 17 febbraio a Mantova (Teatro Sociale), il 19 febbraio a Milano (Teatro Arcimboldi), il 24 febbraio a Pescara (Teatro Massimo), il 26 febbraio a Napoli (Teatro Augusteo), 28 febbraio a Genova (Teatro Politeama Genovese), il 1 marzo a Varese (Teatro Openjobmetis), il 5 marzo a Bologna (Teatro Europauditorium), il 6 marzo a Udine (Teatro Giovanni da Udine), il 7 marzo a Ravenna (Teatro Dante Alighieri), il 13 marzo a Roma (Auditorium Parco Della Musica), il 14 marzo ad Assisi (Teatro Lyric), il 15 marzo ad Ancona (Teatro Le Muse), il 17 marzo a Cosenza (Teatro Rendano), il 18 marzo a Bari (Teatro Petruzzelli), il 21 marzo a Catania (Teatro Land), il 22 marzo a Palermo (Teatro Golden), il 23 marzo a Reggio Calabria (Teatro Cilea), il 27 marzo a Torino (Teatro Colosseo), il 28 marzo a Padova (Gran Teatro Geox), il 29 marzo a Firenze (Teatro Verdi). I biglietti per i nuovi appuntamenti sono già disponibili in prevendita su Ticketone (www.ticketone.it) e su tutti i circuiti autorizzati.
ALL’AUGUSTEO DI NAPOLI “IL SORPASSO” CON GIUSEPPE ZENO
Al Teatro Augusteo di Napoli, da venerdì 10 novembre fino a domenica 19, Giuseppe Zeno sarà in scena con “Il Sorpasso”. “Il Sorpasso” di Dino Risi è uno dei grandi capolavori della commedia italiana. A più di cinquant’anni dall’uscita del film, per la prima volta la celebre sceneggiatura, scritta dallo stesso Risi insieme con Ettore Scola e Ruggero Maccari, approda a teatro con la regia di Guglielmo Ferro e l’adattamento di Micaela Miano. Manifesto dell’Italia del boom economico, “Il Sorpasso” è anche un grande road movie psicologico che lo rende un testo senza tempo. Spogliato della connotazione storico-sociale, il film è costruito su una drammaturgia destrutturata, scatola aperta ideale per una riscrittura teatrale focalizzata sui personaggi. In questa dinamica la trasposizione teatrale mette al centro della vicenda i due protagonisti, e il loro incontro/scontro come puro conflitto caratteriale e psicologico. Nei panni di Bruno, magistralmente interpretato sul grande schermo da Vittorio Gassman, c’è l’attore Giuseppe Zeno; mentre a vestire i panni del suo contraltare, Roberto, la giovane promessa Luca Di Giovanni. La pièce vede anche la partecipazione di Cristiana Vaccaro, che incarna l’immaginario femminile nel doppio ruolo della moglie di Bruno e della zia di Roberto. Fanno parte del cast anche Marco Prosperini, Simone Pieroni, Pietro Casella, Francesco Lattarulo e Marial Bajma Riva. Le musiche originali sono di Massimiliano Pace, le scenografie di Alessandro Chiti, i costumi di Françoise Raybaud. E’ una produzione Bananas srl con ABC Produzioni, Teatro Arte e Marche Teatro.
ACCABADORA, DAL ROMANZO DELLA MURGIA LO SPETTACOLO DI CRUCIANI
Accabadora, uno dei più bei romanzi di Michela Murgia nonché uno dei libri più letti in Italia negli ultimi anni (Einaudi 2009; vincitore Premio Campiello 2010), è il nuovo spettacolo di Veronica Cruciani. È stato scritto da Carlotta Corradi su richiesta della regista che da subito ha pensato di farne un monologo partendo dal punto di vista di Maria, la figlia di Bonaria Urrai l’accabadora di Soreni. La loro proposta è stata immediatamente accolta dalla scrittrice sarda, la quale per la prima volta ha deciso di appoggiare e accompagnare la nascita di uno spettacolo nato dal suo romanzo. Accabadora andrà in scena il 9 e 10 novembre alle 21, in anteprima nazionale a Roma: aprirà la stagione del Teatro Biblioteca Quarticciolo (via Castellaneta 10), nella versione drammaturgica di Carlotta Corradi per la regia di Veronica Cruciani con Monica Piseddu (Premio Ubu, Premio Le Maschere, Premio Hystrio). Le scene e i costumi sono di Barbara Bessi, le luci di Gianni Staropoli, i suoni di Hubert Westkemper e i video di Lorenzo Letizia. Lo spettacolo, coprodotto da Compagnia Veronica Cruciani, Teatro Donizetti di Bergamo e CrAnPi, proseguirà poi la tournée in diverse città italiane per tornare a Roma al Teatro India dall’1 al 4 marzo 2018. Michela Murgia racconta una storia ambientata in un paesino immaginario della Sardegna, dove Maria, all’età di sei anni, viene data a fill’e anima a Bonaria Urrai, una sarta che vive sola e che all’occasione fa l’accabadora. La parola, di tradizione sarda, prende la radice dallo spagnolo acabar che significa finire, uccidere; Bonaria Urrai aiuta le persone in fin di vita a morire. Maria cresce nell’ammirazione di questa nuova madre, più colta e più attenta della precedente, fino al giorno in cui scopre la sua vera natura. È allora che fugge nel continente per cambiare vita e dimenticare il passato, ma pochi anni dopo torna sul letto di morte della Tzia. È a questo punto della storia che comincia il testo teatrale. Maria è ormai una donna, o vorrebbe esserlo. Ma la permanenza sul letto di morte della Tzia mette in dubbio tutte le sue certezze. (PO / red)
PINOCCHIO, TORNA AL PICCOLO LO SPETTACOLO DI ANTONIO LATELLA
Dopo il debutto nel gennaio 2017, dal 7 al 18 novembre, al Teatro Strehler, torna “Pinocchio” di Antonio Latella, una produzione Piccolo Teatro di Milano. Dopo le recite milanesi lo spettacolo sarà in tournée fino all’aprile 2018. Tutt’altro che “romanzo per bambini”, nel suo adattamento per la scena dell’opera di Collodi, Latella si pone davanti al burattino di legno, cercando uno sguardo depurato dalle infinite interpretazioni depositatesi per 135 anni; cercando, se esiste, quel che finora non è stato visto. “Siamo abituati a pensare che il burattino Pinocchio veda il proprio naso allungarsi ogni volta che dice una bugia; così ci hanno insegnato e questo abbiamo imparato a credere. Eppure anche questa è una menzogna raccontata dagli adulti. Il naso di Pinocchio, nella favola collodiana, si allunga varie volte, ma non sempre quando Pinocchio mente. A volte si allunga perché vive… Anche la fame è legata al naso, perché Geppetto ha pensato bene di creare al suo burattino uno stomaco. Il naso permette a Pinocchio di sentire il respiro della vita in modo diverso rispetto a noi…” scrive Latella. “Non so quale Pinocchio racconteremo; se lo sapessi sarebbe questa la prima menzogna da cui iniziare. Penso – aaggiunge – che Pinocchio appartenga a tutti, grandi e piccini, come ognuno di noi ha la sua idea di Pinocchio, in quanto egli risponde a ciò che noi stessi siamo o siamo stati, o a ciò che avremmo voluto essere. In questa appartenenza, in questa memoria condivisa risiede l’universalità del nostro personaggio, che proprio in quanto non esiste risulta più vero del vero. Come la pentola di fagioli pittati, come il fuoco dipinto nella povera casa di Geppetto, che sembra così vero che, al solo pensarlo, ci scalda l’animo. Sarà l’artificio del teatro, ancora una volta, a svelarci con il suo raffinato mentire la verità”. (red)
ROMA, CRUCIANI E COSTANZO IN “SUGO FINTO”
Dall’8 al 26 novembre al Teatro Tirso de Molina di Roma (via Tirso, 89 Piazza Buenos Aires) andrà in scena la commedia “Sugo Finto” con due grandi artiste del panorama teatrale: Paola Tiziana Cruciani e Alessandra Costanzo. La commedia è vincitrice della rassegna “Attori in cerca d’autore” di Ennio Coltorti, che ne ha curato anche la regia. Scritta appositamente per le due attrici protagoniste da Gianni Clemente, ha già riscosso un notevole successo di critica e pubblico nel recente debutto nazionale. Due sorelle zitelle, Addolorata e Rosaria, offese da una natura ingenerosa, trascorrono la propria esistenza in un continuo, e involontariamente comico, scambio di accuse reciproche. Un battibecco infinito che non conosce sosta. Qualsiasi avvenimento diviene argomento di discussione. Rosaria domina, Addolorata subisce. Finché un giorno Rosaria viene colpita da un ictus. Gravemente menomata è assistita da Addolorata, che finalmente può vendicarsi dei soprusi subiti per tutta la vita dalla sorella. “In questo momento storico, in cui il contesto culturale è dominato da una profonda crisi, – dichiara il produttore Achille Mellini – all’opera teatrale ‘Sugo Finto’ va riconosciuto il merito di portare in scena una commedia divertente, elegante e al tempo stesso, risultato dell’ottimo lavoro svolto in sinergia tra la produzione e gli artisti. ‘Sugo Finto’ è la prova che non servono grandi investimenti pubblici o maestranze da premio Oscar per offrire al teatro e ai suoi fruitori uno spettacolo di successo”.(3 nov – PO / red)
