“La scelta di rivolgermi al presidente della Bce sui crediti deteriorati non è legata a un fatto tecnico. Ho posto il problema del ruolo della politica in Europa. La politica deve tomare ad avere un ruolo centrale e tirare l’Europa fuori dal guado: questa è la risposta alla disaffezione dei cittadini. Se non avremo il coraggio, allora i cittadini rifiuteranno di essere governati da tecnocrati, che non sono eletti da nessuno”. Così al Corriere della Sera il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani che nelle ultime settimane ha investito della questione molteplici uffici, quelli giuridici (indipendenti), quelli diplomatici e politici della carica che ricopre, e indubbiamente la possibilità che le nuove regole sugli Npl possano slittare è un punto a favore del Parlamento europeo che presiede e di cui ha rivendicato le competenze esclusive. “Di sicuro continueremo a vigilare, siamo convinti che deve essere il Parlamento a scrivere le leggi insieme al Consiglio e non possono essere tecnocrati capaci a fare altri tipi di lavori a decidere quali sono le regole che riguardano la vita dei cittadini. E in questo caso l’addendum della Bce riguarda la vita di milioni di cittadini europei”. “Una metafora aiuta a capire: se hai una Ferrari, anche la migliore sul mercato, occorre comunque un pilota. Il pilota è la politica, che viene eletta e giudicata: è una questione di grammatica istituzionale e di democrazia. Viceversa si dà una mano al populismo”. (10 nov – red)