Roma, 30 apr – Uno dei temi particolarmente a cuore al presidente Olivero è quello della rappresentanza dei lavoratori, che andrebbe affrontata attraverso tre approcci: quello “globale”, seguendo un percorso di tracciabilità sociale per ogni prodotto; quello fatto di “contrattazioni”, che vada a modificare la tutela dei lavoratori sul territorio nazionale; infine, quello della costituzione di un’unità sindacale, ridiscutendo l’organizzazione dei sindacati. Su questo ultimo approccio, Olivero propone di creare unità tra i nuovi lavoratori (precari, atipici ecc..), in modo che venga posizionata come elemento centrale del nostro Paese. Per quanto riguarda l’evidente scollamento fra politica e associazionismo il presidente Olivero, riprendendo una frase di Aldo Moro secondo il quale “è stato fatto tanto per la democrazia politica e poco per la democrazia sociale”, afferma:”Le associazioni Acli costituiranno a breve una fondazione intitolata ad Achille Grandi, nella quale associazioni e politici possano trovare un punto d’incontro e di confronto, per colmare l’attuale lontananza che intercorre fra queste due posizioni”. Ritornando all’imminente apertura del 23esimo Congresso nazionale, il presidente Olivero sottolinea la coincidenza con il primo maggio, Festa dei Lavoratori, battezzata nel 1955 dalla Chiesa e da Pio XII quale festa liturgica di “San Giuseppe Artigiano”, proprio su richiesta delle Acli, che in quell’anno celebravano il primo decennale dell’associazione. “Il Congresso nazionale – ha spiegato Olivero – giunge al culmine di un lungo e avvincente processo democratico che coinvolge tutti i territori, dai circoli alle sedi provinciali e regionali, importante per le Acli ma utile anche per il Paese, che oggi più che mai ha bisogno di riscoprire la passione per la partecipazione, l’abitudine alla democrazia, un modello credibile di rappresentanza”. (SEGUE)