In fatto di sorteggi e spareggi internazionali, l’Italia continua a non rivelarsi molto fortunata negli ultimi tempi: solamente un beffardo lancio di monetina (per modo di dire: in realtà ci si è affidati alla scelta tra due buste bianche) ha lasciato Milano (stessa sede dello spareggio calcistico con la Svezia di lunedì scorso…) a bocca asciutta. In palio stavolta non c’erano i mondiali, ma l’assegnazione della nuova sede dell’Agenzia europea del Farmaco, che a breve lascerà Londra in vista della Brexit: la dea bendata ha sorriso alla candidatura di Amsterdam, avanzata dal governo dei Paesi Bassi. E dire che Milano sembrava favoritissima: comune, regione e governo lavoravano da tempo sul dossier, e in tutte le votazioni preliminari l’Italia, che hanno escluso via via le altre città in lizza (Bratislava e Copenaghen), aveva chiuso in testa. Il ballottaggio finale però si è chiuso 13-13 (con una astensione decisiva dunque) e il regolamento altro non prevedeva che il sorteggio per determinare una scelta che vale un migliaio di posti di lavoro e 1,7 miliardi di euro di indotto. La delusione è palpabile: “Grazie a Milano e grazie a tutti coloro che si sono impegnati per #Ema, nelle istituzioni e nel privato. Una candidatura solida sconfitta solo da un sorteggio. Che beffa!” twitta il premier Paolo Gentiloni. “Delusione e amarezza per sconfitta al sorteggio dopo 2 turni vinti. Rimane valore candidatura #Milano su cui Italia ha fatto sistema” gli fa eco il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. E neanche il ministro degli Esteri Angelino Alfano riesce a darsi pace: “Tre turni di votazione, Milano sempre in testa, solo il sorteggio ci beffa. La campagna per Milano è stata comunque un grande gioco di squadra dell’Italia, impegnata a tutti i livelli, e ha valorizzato la città di Milano, il suo dinamico sistema imprenditoriale e, in particolare, il settore farmaceutico privato, fiore all’occhiello della Lombardia e dell’intero paese. Un particolare ringraziamento alla rete diplomatica e a tutti gli attori istituzionali e privati che hanno lavorato per la candidatura di Milano”.
