Serve uno sforzo da parte della politica, uno sforzo culturale, uno sforzo da parte dei media. E serve uno sforzo soprattutto da parte “degli uomini, quelli non violenti, ma troppo silenziosi”. Serve, in una parola, lo sforzo di tutti per sconfiggere per sempre le violenze sulle donne. Lo dicono le istituzioni, all’unisono, nel convegno organizzato al Senato dalla commissione di inchiesta sul femminicidio. Perché, come dice la presidente della Camera Laura Boldrini, “i dati sulla violenza sulle donne e sul femminicidio sono insopportabili: ogni due giorni e mezzo, nel nostro Paese, una donna viene uccisa per mano di chi, in teoria, dovrebbe amarla. Sei milioni di italiane hanno subito una violenza e oltre 3 milioni sono vessate da stalker. C’è il rischio di ripetersi ma non si fanno mai troppi sforzi su questo tema per poter sensibilizzare la popolazione”. E allora ecco il messaggio agli ‘altri uomini’: “Potranno darci tutte coltellate che vogliono ma non riusciranno mai a sottometterci. Il mio appello è per gli uomini non violenti, che sono troppo silenziosi. Questa condizione è un dramma che sfregia la nostra comunità, serve quindi maggiore consapevolezza nella società, degli uomini in primis. L’avanzamento della donna nella società sia al centro dell’agenda politica, siamo tra gli ultimi in Europa”. Il presidente del Senato, Pietro Grasso, per richiamare la necessità di un cambiamento di tipo culturale prende spunto dai recenti casi di cronaca, che confermano “che davanti ad una denuncia non scatta una unanime solidarietà: le parole di una donna, le sue azioni, vengono soppesate quasi a cercare una giustificazione della violenza subita o, peggio ancora, una colpa o addirittura una convenienza nel tacere o nel denunciare dopo tempo. Bisogna lavorare moltissimo su questo aspetto, creare le condizioni perché ciascuna ragazza o donna che sia stata maltrattata, offesa, molestata venga aiutata e sostenuta, non criminalizzata”. E Rosa Maria di Giorgi, vicepresidente del Senato, prova a trovare spiegazioni: “Negli ultimi decenni nel nostro paese le donne hanno raggiunto traguardi prima inimmaginabili: la violenza appare dunque come il modo attraverso cui si tenta di riportare il genere femminile a quelle forme di sudditanza che credevamo relegate nel passato. Allo stesso modo dobbiamo impegnarci per estendere i nostri dritti e le nostre tutele anche verso quei paesi in cui ancora oggi, per tradizioni radicate nei secoli, esse continuano ad essere relegate ai margini della vita sociale e politica”. (PO / red – sis)