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Eliseo, Gioele Dix è ‘Il malato immaginario’

it@withub.it by it@withub.it
24 Novembre 2017
in Archivio speciali - Teatro
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TEATRO ELISEO: GIOELE DIX È IL MALATO IMMAGINARIO CON LA REGIA DI ANDRÉE RUTH SHAMMAH

Dopo il grandissimo successo delle passate due stagioni nelle più importanti città italiane, arriva a Roma il Malato Immaginario nato nel 2014 come omaggio a Franco Parenti a 25 anni dalla scomparsa. Il protagonista Argan, interpretato con intelligenza e ironia da Gioele Dix, spreca la sua vita fra poltrona, lettino, toilette, clisteri, salassi. Sotto la candida cuffia a pizzi, nella vestaglia bianca, nelle calze bianche molli sui piedi ciabattanti, si trova una debolezza a volte innata, un’incapacità genetica di prendere qualsiasi decisione. Il suo alter ego è Antonietta, detta anche Tonina una cameriera tuttofare, che il padrone vive spesso come un incubo, superpresente impicciona che vede tutto e tiene in mano tutto, a partire dal destino dei padroni. La raffinata regia “senza tempo e di tutti i tempi”, si sofferma sulle nevrosi ipocondriache del protagonista, in una continua tensione tragicomica mirabilmente costruita che continua ancora oggi ad affascinare e a stupire gli spettatori. “Argante – suggerisce Gioele Dix – usa la malattia come difesa verso gli affetti che non è in grado di gestire. La commedia è costruita su molti su e giù, e passa dall’allegria alla disperazione con squarci di profondità fantastici fotografando quello che siamo noi oggi. Ma questo è il genio di Molière. C’è l’umanità e c’è la ferocia. E’ crudele ma fragile. Oggi diremmo bipolare”. “Il malato immaginario” andrà in scena  al Teatro Eliseo dal 28 novembre al  17 dicembre. (red)

ROMA: SILVIA SIRAVO AL TEATRO ARCOBALENO IN “VESTIRE GLI IGNUDI”

Silvia Siravo sarà la protagonista, dal 2 al 17 dicembre al Teatro Arcobaleno di Roma ( Centro Stabile del Classicovia Francesco Redi 1/a) dello spettacolo “Vestire gli ignudi” di Luigi Pirandello, drammaturgia e regia di Giuseppe Argiro’. La vicenda ruota attorno alla vita di Ersilia, donna infelice e sfortunata. Una serie di amori sbagliati ed eventi luttuosi la spingono al suicidio. Agonizzante concede un’intervista ad un giornale, nella quale si descrive come una persona colpita dalle sventure. Con questa menzogna cerca di crearsi “un abitino decente” per la morte, cioè un’apparenza che gli altri possano accettare e compatire. Sono quindi “gli altri” i nostri temibili giudici, sempre pronti a condannare; le loro sentenze implacabili portano Ersilia ad inventare una nuova sé stessa, una persona migliore nella morte, come non aveva potuto essere in vita.  Silvia Siravo interpreta il ruolo di Ersilia in un’opera di grande forza e attualità. Pirandello già nel 1922 analizzava l’importanza dei mezzi di comunicazione di massa e la sofferenza che diventa spettacolo. Mai commedia fu più attuale in una società come la nostra dove il voyeurismo morboso condiziona la nostra quotidianità a partire dai social media. Un’indagine profonda, che passa attraverso i consueti dubbi pirandelliani sull’identità: sono ciò che appaio? Sono davvero come gli altri mi vedono o mi immaginano? Se Ersilia fosse vissuta ai giorni nostri, altro non sarebbe che l’ennesima donna vittima di violenza, in una società dove il tribunale mediatico ha un potere devastante, nel bene e nel male. Come scrive Giuseppe Argirò nelle note di regia: “Il dramma di Ersilia è il dramma della dignità negata, di una donna costretta a subire le prevaricazioni di un mondo maschile, impietoso di fronte alle legittime richieste di un‘esistenza normale che salvaguardi l’integrità della persona. La protagonista, colpevole di aver ceduto alla bramosia del Console Grotti, diviene causa involontaria della morte della figlia del diplomatico e viene così licenziata. Ersilia assurgerà cosi a capro espiatorio, vittima sacrificale, eroina tragica, abbandonata anche da un presunto fidanzato, Franco Laspiga che ha giocato con i suoi sentimenti. A Ersilia non rimarrà che tentare il suicidio per riappropriarsi della sua identità.  Lo scandalo diverrà pubblico attraverso i giornali e si trasformerà in una vera gogna mediatica alla quale sarà impossibile sfuggire. Pirandello  si dimostra nostro contemporaneo nel raccontare, la  scarnificazione dell’io e l’impossibilità di ogni comunicazione relazionale. L’autore siciliano afferma il principio ineludibile del conflitto che esplode, in modo drammatico e senza possibilità di risoluzione  sulla scena”. In scena con Silvia Siravo: Aldo Vinci, Maurizio Palladino, Debora Mattiello, Filippo Velardi, Alessandro Scaretti. Silvia Siravo attualmente – oltre gli impegni teatrali – è impegnata in prima linea nel progetto La voce delle donne – Considerazioni al femminile sulla  violenza di genere, Mostra Fotografica – progetto e fotografie di Sergio Battista.  Inoltre dal 27 febbraio all’ 11 marzo 2018, sarà in scena al Teatro Quirino con Marianella Bargilli, Ruben Rigillo e Carlo Greco in La signora delle camelie, da Alexandre Dumas, adattamento scene e regia Matteo Tarasco. (PO/ red)

ROMA: “FINCHÉ GIUDICE NON CI SEPARI” AL TEATRO VITTORIA

Andrea Maia Teatro Golden e Vincenzo Sinopoli presentano “Finché giudice non ci separi” di Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia, Vincenzo Sinopoli, regia di Augusto Fornari. Sul palco con Luca Angeletti, Augusto Fornari, Toni Fornari, Simone Montedoro, Laura Ruocco.  Lo spettacolo andrà in scena dal 30 novembre al 10 dicembre alle  21 a Roma al Teatro Vittoria ( Piazza S. Maria Liberatrice 10, Testaccio). Finché giudice non ci separi racconta la storia di Mauro, Paolo, Roberto e Massimo, quattro amici, tutti separati. Massimo è fresco di separazione e ha appena tentato il togliersi la vita. Il giudice gli ha levato tutto: la casa, la figlia e lo ha costretto a versare un cospicuo assegno mensile alla moglie. Con quello che resta del suo stipendio si può permettere uno squallido appartamento, 35 mq, ammobiliato Ikea. I tre amici gli stanno vicino per rincuorarlo e controllare che non riprovi a mettere in atto l’insensato gesto. Ognuno dà consigli su come affrontare la separazione, questa nuova situazione e come ritornare a vivere una vita normale. Proprio quando i tre sembrano essere riusciti a riportare alla ragione il loro amico, un’avvenente vicina di casa suona alla porta. Massimo ha una crisi isterica, perché la vicina è…Finché giudice non ci separi, analizza, ma allo stesso tempo ironizza sul difficile tema della separazione trascinando lo spettatore, attraverso sensi di colpa, arrabbiature, disperazione, ironia e sarcasmo, all’interno di una divertente vicenda piena di colpi di scena. Luca Angeletti, Augusto Fornari, Toni Fornari, e Simone Montedoro danno vita ai quattro amici interpretando, ognuno a proprio modo e con caratteristiche e comportamenti completamente diversi, le difficoltà che sono costretti ad affrontare. L’inaspettata e sorprendente presenza della vicina di casa di uno di loro, interpretata da Laura Ruocco, stravolge il già precario equilibrio del gruppo e costringe tutti alla riflessione. (PO / red)

ROMA: “ÉDITH PIAF, L’USIGNOLO NON CANTA PIÙ” DI MELANIA GIGLIO

 La sua voce è il simbolo di un’epoca e ha il sapore di quella Francia ferma nel tempo, dove gli chansonnier vivevano ben oltre la loro vita terrena. Così, con le sue eterne canzoni e con una storia pregna di luci e molteplici ombre, Édith Piaf rivivrà a Roma, n Via Giulia, all’Off/Off Theatre, dal 28 novembre al 10 dicembre con lo spettacolo ÉDITH PIAF, L’Usignolo non canta più, nell’inedito testo di Melania Giglio, interprete insieme a Martino Duane, per la regia di Daniele Salvo, le scene di Fabiana Di Marco e i costumi di Giovanni Ciacci, prodotto da Marioletta Bideri per Bis Tremila s.r.l. Siamo nel 1960 nell’appartamento di Édith, un’anticamera della fine, in una casa che ha l’aspetto consumato dalla vita e dalle difficili vicende che hanno coinvolto la cantante. Una serie di eventi negativi hanno segnato col dolore il corpo di questa piccola donna: lutti, incidenti, amori, liti, solitudine, alcol, gioie, successi e canzoni. Tutto si è abbattuto sull’usignolo come un uragano, rendendola sempre più provata fisicamente ed emotivamente.  L’usignolo non canta più. L’artrite l’ha resa gobba, l’alcol e i medicinali l’hanno resa gonfia e senza capelli. I lutti hanno ferito la sua voglia di vivere. Ma improvvisamente qualcuno bussa alla sua porta e arriva a profanare questo “buio”: è Bruno Coquatrix, l’impresario del celebre Olympia, che la prega di risollevare le sorti dello storico teatro parigino. Pian piano Édith si rianima, si tinge i radi capelli di rosso arancio, tira fuori le sue piccole e nere vesti di scena e l’amore per la vita e per la musica riprende il sopravvento, in una di quelle esibizioni che passerà alla storia. Lo spettacolo ripercorre attraverso un testo inedito e mai rappresentato, i giorni che precedettero la storica esibizione di Édith Piaf sul palco dell’Olympia, dalla fine del 1960 sino alla primavera del 1961. Questo racconto, arricchito da canzoni eseguite rigorosamente dal vivo, tra le altre L’accordéoniste, La Vie En Rose, Milord, vuole essere un omaggio ad una delle voci più belle e strazianti della canzone moderna. (PO / red)

 

FOGGIA,  “SISTERS” CON ISABELLA FERRARI E IAIA FORTE

Cominciano giorno per giorno ad “aprirsi” tutte le stagioni teatrali del circuito del Teatro Pubblico Pugliese. Mercoledì 22 è stata la volta del Teatro Mercadante di Cerignola. In scena, Sister. Come stelle nel buio, commedia con la regia di Valerio Binasco che vede in scena Isabella Ferrari e Iaia Forte. Giovedì 23 lo spettacolo ha fatto poi tappa al Teatro Comunale di Corato, poi un giorno di pausa per poi toccare domani – sabato 25 e domenica 26  – il Teatro Giordano di Foggia. Sempre alle 21.00. “Sisters – come stelle nel buio”, di Igor Esposito, è un lavoro velato di allegria e malinconia, “dai risvolti ironici e grotteschi, dove – scrive Esposito – due sorelle convivono con i ricordi del loro passato fatto di successi ormai tramontati, mentre la loro vita scorre nel rancore e nell’incomprensione, fino al momento d’una imprevedibile pacificazione”. Una black comedy che vede protagoniste due delle migliori interpreti del cinema e del teatro italiano, tra umorismo nero e sofisticata ironia, Isabella Ferrari e Iaia Forte saranno le protagoniste di Sisters di Igor Esposito, la regia è di Valerio Binasco, regista tra i più apprezzati e premiati della scena italiana.(24 nov – PO / red)

   

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