New York – A un primo sguardo i materiali nanoporosi appaiono come granelli di sabbia. Solo al microscopio elettronico si riescono a notare i minuscoli e numerosissimi pori della dimensione di pochi nanometri (miliardesimi di metro) che li caratterizzano e che formano un’enorme area superficiale: più di 1000 metri quadri in un singolo grammo di materiale. Sfruttando questa straordinaria proprietà, ingegneri e scienziati dei materiali lavorano con l’intento di sviluppare nuove tecnologie per l’immagazzinamento di energia in dispositivi affidabili, compatti ed economici. Il gruppo del Dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale dell’Università di Roma la Sapienza, guidato Carlo Massimo Casciola, ha elaborato tecniche avanzate di simulazione molecolare per progettare il materiale ottimale di tali dispositivi: questo approccio innovativo, descritto nello studio pubblicato sulla rivista PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences USA), rappresenta una sorta di “microscopio virtuale” che consente ai ricercatori di investigare fenomeni alla nanoscala con una risoluzione molecolare e su lunghissime scale di tempi, inaccessibili alle normali simulazioni.(9colonne)