“L’Italia ha quindici anni di ritardo che sta ricuperando”. Così Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale, intervistato da La Stampa, in merito all’innovazione digitale del Paese. “Non abbiamo trasformato le aziende e le pubblica amministrazione e abbiamo pagato un prezzo enorme: tante imprese sono fallite, il Pil e calato, l’occupazione è scesa. Solo ora qualcosa comincia davvero a muoversi” aggiunge Catania, secondo cui “dobbiamo fare in modo che esistano le condizioni perché la prossima Google e la prossima Amazon nascano in Europa”, “il digital single market è un esempio di come stiamo cominciando a prendere coscienza di questo”. Sulla necessità di nuove regole, il rappresentante di Confindustria commenta: “Il rischio è quello di una regolamentazione eccessiva, che imbriglia l’innovazione alla nascita”. Infine, su un equo sistema di tassazione, precisa: “Tutta l’economia oggi è digitale, ma per prima cosa bisogna eliminare le asimmetrie all’interno della Comunità, non possono esistere Stati con tassazione al 2 per cento. Siamo a favore dell’equità, senza fughe in avanti locali: alla fine corriamo il rischio di rendere l’Italia meno interessante per chi vuole investire”. (6 dic – red)