Roma, 9 mag – Ma non è solo agli anni di piombo che Napolitano ha inteso rivolgersi. Anche negli ultimi anni, ha detto, “abbiamo visto il riaffiorare del terrorismo attraverso la stessa sigla delle Brigate Rosse nella stessa aberrante logica, sia pure su scala più ridotta, ma pur sempre a prezzo di nuovi lutti e di nuove tensioni”, senza peraltro dimenticare i segni di reviviscenza dell’“ideologismo e simbolismo neonazista”. Occorre, ha continuato il presidente della Repubblica, “opporre a questo pericoloso fermentare di rigurgiti terroristici la cultura della convivenza pacifica, della tolleranza politica, culturale, religiosa, delle regole democratiche, dei principi, dei diritti e dei doveri sanciti dalla Costituzione repubblicana”. Napolitano ha poi ricordato lo statista ucciso trent’anni fa dalle Br. “La scelta della data per il giorno della memoria – ha detto – è caduta per vari motivi sull’anniversario dell’assassinio di Aldo Moro. Perché se nel periodo da noi complessivamente considerato, si sono incrociate per qualche tempo diverse trame eversive, non c’è dubbio che dominanti siano ben presto diventate queste ultime, col dilagare del terrorismo delle Brigate Rosse”. Nel dirigente democristiano, ha continuato, “i terroristi individuarono il nemico più consapevole, che più di chiunque aveva colto, già nel 1968, quel che si muoveva e fremeva nella società”.
(Asc)