L’Italia, finalmente, ha una legge sul testamento biologico: il Senato questa mattina ha approvato in via definitiva, senza modifiche, il testo che era uscito ad aprire dalla Camera, che prevede il consenso informato da parte del paziente in tema di fine vita, la nomina di un fiduciario, il divieto di accanimento terapeutico ma anche, per altro verso, dell’eutanasia. Insomma, come dicono, i senatori Pd, “avevamo l’obiettivo di evitare sia l’accanimento terapeutico, sia ogni pratica di suicidio assistito ed eutanasia, e così è. Il fatto che suicidio assistito ed eutanasia non siano esplicitamente escluse è irrilevante, poiché una pratica è consentita solo se espressamente prevista per legge, e ciò non è”. Particolarmente importante è stata ieri tra le altre la bocciatura a scrutinio segreto dell’emendamento presentato da Quagliariello, Gasparri, Giovanardi e Rizzotti e votato anche da Ap e Lega che vietava l’equiparazione di idratazione e nutrizione artificiali a trattamenti sanitari, considerandoli sostegno vitale. Anche se per Maurizio Sacconi “sarebbe stato sufficiente riconoscere e confermare l’alleanza terapeutica tra medico, paziente e familiari per avere un voto unanime. Si è preferita invece la assoluta vincolatività della dichiarazione anticipata negando la funzione responsabile del medico. Preoccupante è l’articolo dedicato ai minori e ai disabili che potrebbe dare luogo ad un caso Charlie Gard anche in Italia perché si dilata il potere dispositivo della magistratura nelle questioni della vita e della morte”.Secondo il presidente del Senato Pietro Grasso quello sul biotestamento “è un provvedimento a lungo atteso che ha generato un ampio e acceso dibattito, sia tra le forze politiche che nell’opinione pubblica. E’ stata affrontata una lunga e appassionata discussione, l’Aula ha deliberato e approvato una legge che incide profondamente sulla vita dei cittadini. Ciascun gruppo parlamentare e ciascun senatore ha espresso con forza i propri convincimenti, e ogni posizione merita il più profondo rispetto, nella consapevolezza che quando si esaminano tematiche così dense di significati, di dolore e di speranza, a guidarci devono essere la reciprocità e l’ascolto”.
