Parma, 12 mag – L´incontro con la comunità parmense è servito anche a definire le modalità di partecipazione della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo e della Provincia di Parma all´evento di commemorazione della tragedia della Arandora Star, che dovrebbe coinvolgere a luglio anche la città di Liverpool e la località di Colonsay in Scozia. Qui il mare ha restituito alcuni dei corpi degli oltre 400 italiani affondati con la nave il 2 luglio 1940, al largo della costa nord-occidentale dell´Irlanda, da un siluro lanciato da un sommergibile tedesco. Partita dal porto di Liverpool, l´Arandora Star aveva imbarcato, con destinazione un campo di prigionia in Canada, quegli italiani che vivevano pacificamente e ben inseriti in Gran Bretagna, ma che la dichiarazione di guerra di Mussolini aveva trasformato da un giorno all´altro in nemici. Tra i 446 italiani morti, molti erano emiliani, provenienti soprattutto dalle zone dell´Appennino parmense come Bardi e Borgotaro. Il dramma dell´Arandora Star costituisce uno degli episodi più rilevanti, anche se in negativo, dell´emigrazione valligiana nel Regno Unito. Un´emigrazione che oggi è rimasta impressa nella memoria dei discendenti di quelle famiglie che sono partite per svolgere i lavori più umili nel settore della ristorazione, e poi spesso si sono avviate al successo, come insegna il caso di Frank Berni, partito come molti altri da Bardi per fare il gelataio e il garzone di bottega, e poi diventato il capo di un impero di quasi 300 ristoranti. Uno dei tanti italiani che hanno costruito all’estero la loro fortuna. (Sab)