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Fiabe e Leggende
di Lina Passalacqua

it@withub.it by it@withub.it
15 Dicembre 2017
in Archivio speciali - Mostre
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ROMA: AL VITTORIANO “FIABE E LEGGENDE” DI LINA PASSALACQUA

Inaugurata al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini di Roma la mostra Fiabe e leggende, una monografica della pittrice calabrese, da molti anni naturalizzata romana, Lina Passalacqua. Nell’esposizione romana, fino al 14 gennaio l’artista propone il suo più recente ciclo pittorico Fiabe e leggende: in mostra circa 20 opere – realizzate nell’ultimo triennio e per la prima volta esposte al pubblico – accompagnate dai vari bozzetti preparatori ispirati alla letteratura fantastica da Aladino ad Alice nel paese delle meraviglie, da Il soldatino di piombo a Pinocchio e Peter Pan. La mostra Fiabe e leggende – con il patrocinio della Regione Lazio e di Roma Capitale e curata da Carlo Fabrizio Carli – propone i lavori di Lina Passalacqua come libere interpretazioni pittoriche dell’artista di una letteratura spesso e ingiustamente relegata nel novero della narrativa per l’infanzia. Con i suoi lavori, Lina Passalacqua rivendica il fascino del mito, della leggenda e della fantasia utilizzando un linguaggio coerente con i suoi precedenti cicli pittorici quali Le quattro stagioni, I Voli, Le Vele, tutti presenti in mostra a dar vita a una rassegna antologica. Ciò che più colpisce nelle sue opere sono un incrollabile atto di fede nella pittura, ma anche un dinamismo e un’energia sorprendenti, manifestamente futurista.

 

ROMA: A PALAZZO GIUSTINIANI “GUERNICA, ICONA DI PACE”

Fino al 5 gennaio la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, sede del Senato, ospita l’esposizione “Guernica, icona di pace”, dedicata al cartone realizzato da Pablo Picasso e raffigurante la sua opera capolavoro, da cui è nato l’arazzo esposto all’ingresso della sala del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. L’idea espositiva parte da una lunga ricerca fatta dalla storica dell’arte Serena Baccaglini che, nel corso dei suoi studi dedicati al grande artista spagnolo, scoprì una eccezionale collaborazione a tre – frutto di una altrettanto eccezionale amicizia – tra Pablo Picasso, Nelson Rockefeller, uno dei più grandi mecenati del Novecento, e l’artista Jacqueline de la BaumeDurrbach, che ricreò, tessendolo, il dipinto di Guernica mediante l’antica arte dell’arazzo. Il cartone, di proprietà della famiglia Durrbach – dopo l’esposizione a Praga (2011-12), a San Paolo in Brasile (2014) e a Wròclaw (2014) – viene esposto per la prima volta in Italia, ricevendo accoglienza istituzionale dal Senato della Repubblica che, in prossimità delle celebrazioni per i Settanta anni della Costituzione italiana, ospita l’opera – non solo per l’alto valore artistico – ma anche per l’indubbio tributo universale che il dipinto offre alla democrazia, alla libertà e alla pace, valori fondanti della Carta Costituzionale. Al termine dell’esposizione in Sala Zuccari, il cartone sarà ospitato dal 12 gennaio al 28 febbraio 2018 a Pieve di Cento (Bologna), nel museo MAGI ‘900, museo delle eccellenze storiche ed artistiche, che è anche il mecenate dell’intera esposizione dell’opera in Italia.

 

MILANO: UNA “KLIMT EXPERIENCE” IMMERSIVA

La vita, le figure e i paesaggi di Gustav Klimt (Vienna 1862 – 1918), ma anche la pittura e l’architettura, le arti applicate, il design e la moda della Vienna secessionista di fine ‘800-inizi ‘900 protagonisti fino al 7 gennaio al Museo delle Culture di Milano, con l’evento espositivo Klimt Experience, una rappresentazione multimediale totalmente immersiva dedicata al padre fondatore della Secessione Viennese ideata da Crossmedia Group. Il progetto intende anticipare le celebrazioni per il centenario della morte dell’artista, che sarà festeggiato a Vienna nel 2018 dai principali musei della città. Prodotta da 24 ORE Cultura, Klimt Experience si propone come un vero e proprio excursus multisensoriale che racconta attraverso immagini, suoni, musiche, evocazioni l’universo pittorico, culturale e sociale in cui visse e operò Klimt e in cui il pittore austriaco fu assoluto protagonista. Conosciamo spesso molto dell’opera pittorica di Klimt; ma quanto si sa del poliedrico contesto storico-artistico in cui egli visse e operò, in modo così totalizzante? Opere come Il Bacio, L’Albero della vita, Giuditta, sono entrate a far parte della cultura popolare. Eppure Klimt resta un artista da scoprire e soprattutto da raccontare, anche negli aspetti meno noti come la moda, l’architettura o il proto-design. L’obiettivo di questo percorso espositivo multimediale è quello di proporre al visitatore un nuovo modello di fruizione dell’opera d’arte attraverso le potenzialità sempre più “allargate” delle nuove tecnologie. In un’unica “experience-room” il visitatore può vivere un’esperienza immersiva a 360 gradui che coinvolge lo spazio senza soluzione di continuità; dalle pareti al pavimento le immagini delle opere diventeranno un unico flusso di sogno, di forme fluide e smaterializzate in motivi evocativi dell’arte di Klimt, dagli esordi agli ultimi dipinti. 700 immagini selezionate, per una visione completa dell’opera del pittore altrimenti impossibile da ammirare in un unico evento espositivo. Un mondo simbolico, enigmatico e sensuale riprodotto con eccezionale impatto visivo grazie al sistema Matrix X-Dimension, progettato in esclusiva per questa video installazione, e che si avvale di un imponente apparato di proiettori laser, in grado di trasmettere sulle superfici dell’installazione oltre 40 milioni di pixel, garantendo una definizione maggiore del Full Hd. Accanto all’arte di Klimt è possibile ammirare anche le fotografie d’epoca sulla vita dell’artista e le ricostruzioni 3D della Vienna dei primi del ‘900, con i suoi luoghi simbolo, i costumi, la moda di una capitale europea in assoluto fermento, comprese le sue innovative architetture come Palazzo della Secessione a Vienna, con il magnifico fregio di Beethoven. Questo il contesto socioculturale in cui si formò, visse e operò Klimt, una chiave di volta imprescindibile per capire al meglio la poetica dell’autore. Strauss, Mozart, Wagner, Lehár, Beethoven, Bach, Orff e Webern, accompagnano il visitatore con una coinvolgente colonna sonora a testimoniare quanto la musica influenzò l’opera di questo grande artista.

 

VENEZIA: AL GUGGENHEIM “PICASSO. SULLA SPIAGGIA”

C’è tempo fino al 7 gennaio per visitare al Guggenheim di Venezia la project rooms “Picasso. Sulla spiaggia”, una mostra-dossier, curata da Luca Massimo Barbero, che cerca di gettare nuova luce sul lavoro dell’artista spagnolo, evidenziando i suoi collegamenti con quel Mediterraneo che ha avuto un ruolo così importante nella sua carriera artistica: dalle radici in Spagna, alla vita in Francia, alle relazioni con artisti e forme d’arte che avevano nel Mediterraneo un punto di riferimento. Nata dalla collaborazione con il Musée Picasso di Parigi, la mostra, raccolta e mirata, si snoda attorno a una delle tele più amate da Peggy Guggenheim, il dipinto picassiano Sulla spiaggia (La Baignade), 1937, appartenente oggi al museo veneziano, affiancato da altri due dipinti, dieci disegni e una scultura, tutti lavori realizzati da Picasso tra febbraio e dicembre del 1937. L’esposizione rientra nel programma del progetto triennale Picasso-Méditerranée, promosso dal Muséenational Picasso-Paris.

 

UDINE: LA COLLEZIONE LUXARDO

 La guerra non si conduce solo sui campi da battaglia, ma anche con parole e immagini che vanno  a ricreare il clima e la violenza di quei drammatici giorni. Ancora fino al 7 gennaio, nei Civici Musei del Castello di Udine, è allestita la mostra “L’offensiva di carta. La Grande Guerra illustrata, dalla Collezione Luxardo al fumetto contemporaneo”. Per la prima volta, in modo completo e sistematico, i terribili giorni della Prima Guerra Mondiale vengono raccontati attingendo da un patrimonio unico e inestimabile: la Collezione Luxardo. La  collezione prende il nome del medico di San Daniele del Friuli che, a partire dall’immediato dopoguerra, raccolse  diverse migliaia di fascicoli, riviste e monografie d’epoca, intrattenendo fitti rapporti con altri collezionisti di tutta  Europa. La Collezione Luxardo, di proprietà dei Civici Musei Udinesi, è un interessante lascito che raccoglie  diverse tipologie di materiale proveniente da tutti i fronti europei. Vi si possono trovare pubblicazioni ufficiali,  materiale di propaganda degli Stati coinvolti, ma anche ciclostilati realizzati direttamente nelle trincee da chi  viveva e subiva il conflitto in prima linea. Dietro a questi ciclostilati si celava il “Servizio P” (“Servizio  Propaganda”), potente strumento voluto dai vari Stati Maggiori. In particolar modo, sul fronte italiano, il “Servizio  P” fu fortemente potenziato dopo la disfatta di Caporetto. Il suo compito precipuo era quello di rinvigorire il  morale delle truppe.  Il “Servizio P”, seguendo le prescrizioni dello Stato Maggiore, instillava messaggi subliminali  con “espressioni piane e accessibili, che senza parere convincano dei temi trattati”. I curatori della mostra  sottolineano che “le truppe e il popolo sono quasi fanciulli dall’animo semplice e bonario, che va conquistato con  il ricorso alla fantasia, all’immaginario, al gioco e talvolta a qualche ammiccamento goliardico”. Le riviste di  trincea rappresentano una parte importante della Collezione Luxardo. Nelle sole trincee italiane si contavano un  centinaio di “testate”, oltre a tutti gli altri materiali scambiati al fronte, o quelli sganciati sulle linee nemiche: si  parla di almeno 62 milioni di pezzi tra riviste, cartoline, manifesti e bollettini distribuiti durante il primo conflitto  mondiale. Nelle riviste di trincea si cimentarono scrittori, giornalisti, editorialisti e illustratori (molti dei quali  sarebbero poi diventati famosi) come Umberto Brunelleschi, Antonio Rubino, Aldo Mazza, Filiberto Scarpelli,  Eugenio Colmo, Bruno Angoletta, Mario Sironi, Ardengo Soffici, Carlo Carrà, Giorgio De Chirico, Mario Buzzi.   Nella propaganda non poteva mancare lo strumento del cinema, in particolare il cartone animato che avrà uno  sviluppo particolare nel secondo conflitto mondiale. “Offensiva di carta” offre al visitatore un percorso  multimediale, con rimandi alle guerre del passato, per comprendere meglio l’evoluzione del conflitto: proiezioni,  repertori e touch screen.

 

BRESCIA: MIMMO PALADINO

I primordi a colloquio con il contemporaneo, in un progetto che ha l’ambizioso obiettivo di “trasformare la città con uno sguardo”, secondo lo slogan che accompagna Brixia Contemporary, il progetto pluriennale messo a punto da Fondazione Brescia Musei e Comune di Brescia. L’artista selezionato per il 2017 è Mimmo Paladino che è personalmente legato a Brescia. Qui, 40 anni fa, tenne la sua prima personale importante, momento fondamentale per la sua carriera di artista oggi di fama mondiale. Il percorso “firmato Paladino”, dal titolo “Ouverture” e allestito fino al 7 gennaio, si espande da piazza della Vittoria dove Paladino posiziona ben sei tra i più celebri totem della sua poetica: una riedizione bresciana del Sant’Elmo e lo Scriba, opere che, per dimensioni e per collocazione, connoteranno in modo estremamente plastico la grande geometrica Piazza. Poi il gigantesco Zenith, la scultura equestre in bronzo e alluminio del 1999, alta quasi 5 metri, il grande Anello e, in una superficie liquida, la Stella. A campeggiare sul basamento che fu del contrastato “bigio” di Arturo Dazzi, rimosso dal Consiglio Comunale nel 1946, una imponente figura in marmo nero, realizzata appositamente per l’occasione, che riporta invece alla tradizione della grande avanguardia del Novecento. I 20 Testimoni del 2009, opere in tufo dal richiamo archetipico, accolgono i visitatori nell’area archeologica del Capitolium. Nella prima Sala del TempioPaladino ha voluto proporre gli evocativi 4 Corali del 1997, opere a tecnica mista su foglia d’argento su tavola e Senza titolo, egualmente del 1997, grande serigrafia e olio su tela. Nel Sancta Sanctorum dello stesso Capitolium, ovvero nella cosiddetta Quarta Cella, la divinità è evocata da Ritiro, 1992, colosso in bronzo dipinto. Cinque Specchi ustori in ottone, serigrafia e pittura di ben 5 metri di diametro ciascuno, sono stati realizzati da Paladino appositamente per il Teatro Romano di Brescia e costituiscono una delle principali attrazioni dell’evento.La tappa successiva è al complesso museale di Santa Giulia, dove architetture e testimonianze romane convivono con quelle longobarde, rinascimentali e via via settecentesche, creando una sintesi perfetta e armonica di stili, epoche e atmosfere. Lo scabro nitore longobardo di San Salvatore, cuore del sito Unesco bresciano con i suoi elegantissimi stucchi, si coniuga perfettamente con il Velario, tela dipinta del 2010, e d’altra parte con la Testa in pietra del 1992.Un altro grande Bronzo del 2002, all’interno della Cappella di Sant’Obizio, rende tridimensionale un particolare dell’affresco del Romanino. Coinvolge la poetica presenza del Senza titolo, la celebre figura in bronzo circondata da uccellini del 2002, collocato nella Cripta.

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