“Vogliamo riportare al voto chi oggi si astiene perché deluso. Il Pd i consensi li ha già persi con l’astensione o col voto al M5S. Contiamo di recuperarli dando un’alternativa”. Che il Pd perda voti “Lo dicono i dati. Noi saremo la rete che raccoglierà quel consenso prima che vada altrove”. Così Pietro Grasso presidente del Senato e leader di Liberi e uguali in un’intervista al Corriere della Sera. “Noi – spiega Grasso – ci proponiamo come sinistra di governo non come fine ma come mezzo per cambiare la rotta su lavoro, scuola, sanità. E vogliamo spiegare che non serve un voto solo di protesta. In più, con questo sistema, di fatto proporzionale, non ci sarà un vero vincitore. La storia del voto utile non regge”. Sulla questione banche, la seconda carica dello Stato ritiene che sia necessario “aspettare che la commissione d’inchiesta finisca i lavori per capire meglio” e per quanto riguarda il tema delle dimissioni di Boschi, chieste anche da alcuni esponenti di Leu, Grasso taglia corto: “Non affronto il problema”. Le dimissioni “o senti di darle per tue ragioni personali, o perché te le chiede qualcuno a cui non puoi dire di no. Per ora non si sono verificate queste condizioni”. Quanto influisce sulle difficoltà del Pd la sconfitta referendaria del dicembre 2016? “Il referendum – risponde Grasso – ha mostrato una partecipazione di popolo straordinaria. Molti hanno visto nella riforma, collegata con l’Italicum, un indebolimento della nostra democrazia. Le riforme vanno fatte con un altro approccio: merito e metodo di quella riforma l’hanno resa un’occasione mancata”. (20 dic – red)