Più protezione per i testimoni di giustizia, i cosiddetti ‘pentiti’. Il Senato ha approvato in via definitiva la legge che introduce le speciali misure di protezione per i testimoni di giustizia. Misure che possono consistere in misure di tutela (misure di vigilanza e protezione, predisposizione di sistemi di sicurezza nelle abitazioni, trasferimento in luoghi protetti, utilizzazione di documenti di copertura), misure di sostegno economico (la corresponsione di un assegno periodico in caso di impossibilità di svolgere attività lavorativa o di percepire i precedenti proventi a causa dell’adozione delle misure di tutela o per effetto delle dichiarazioni rese, alloggio se diverso dal proprio, pagamento delle spese per esigenze sanitarie quando non sia possibile avvalersi delle strutture del Servizio sanitario nazionale, assistenza legale) e misure di reinserimento sociale e lavorativo ( conservazione del posto di lavoro o trasferimento presso altre amministrazioni o sedi; l’individuazione e lo svolgimento, dopo il trasferimento nella località protetta, di attività, anche lavorative non retribuite, volte allo sviluppo della persona umana e alla partecipazione sociale, secondo le inclinazioni di ciascuno, sostegno alle imprese dei protetti che abbiano subìto o che possano concretamente subire nocumento). Secondo Don Ciotti, presidente dell’associazione Libera contro le Mafie, si tratta “di un giusto e doveroso riconoscimento verso quelle persone che si sono messe in gioco per il bene di tutti, scegliendo di non tacere di fronte a fatti molto gravi di cui sono state testimoni”. Secondo Don Ciotti “la legge, pur riconoscendo alcune criticità presenti nel testo, rappresenta una svolta di civiltà – dice ancora Don Ciotti -, un ulteriore passo per rendere più efficace la lotta alle mafie e alla corruzione: i Testimoni di giustizia sono portatori di verità e costruttori di giustizia, persone che mettono in gioco se stesse, la propria dignità, la propria vita e quella dei loro famigliari per un interesse collettivo, per il bene comune del nostro Paese”.
(Sis)