La Camera ha approvato con 270 voti a favore e 172 voti contrari la legge di bilancio 2018, sulla quale il governo aveva posto la questione di fiducia. Il testo, modificato in Commissione Bilancio, torna ora al Senato, probabilmente già da domani mattina, per l’approvazione definitiva. Questa mattina l’aula di Montecitorio aveva approvato anche la seconda “Nota di variazioni” al bilancio di previsione dello Stato per il triennio 2018-2020, che il Consiglio dei ministri aveva approvato poco prima su proposta del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Le modifiche apportate dalla nota di variazioni, per effetto degli emendamenti approvati, registrano complessivamente un incremento netto sia delle spese (circa 113 milioni nel 2018, 196 milioni nel 2019 e 96 milioni nel 2020) che delle entrate (circa milioni 192 nel 2018, 210 milioni nel 2019 e 114 milioni nel 2020). Il disegno di legge di bilancio 2018-2020 dunque, comprensivo degli emendamenti approvati dalla Camera dei deputati, attesta il saldo netto da finanziare a circa 45,1 miliardi di euro nel 2018, a circa 25,3 miliardi di euro nel 2019 e a 13,3 miliardi nel 2020. Soddisfatto il capogruppo del Pd Ettore Rosato: “Abbiamo investito sulla scuola, sulla sicurezza, sull’ampliamento dell’organico in molte amministrazioni che chiedevano molti interventi. E’ stata una legge di bilancio completa, un lavoro durissimo e molto concentrato. Abbiamo diminuito la pressione fiscale, perché in un paese non si investe se c’è una pressione fiscale come da noi, e abbiamo raggiunto il miglior risultati di sempre contro l’evasione fiscale, e questo ha consentito di investire”. Insomma, “ci siamo impegnati per contrastare l’idea che l’Italia sia destinata al declino: abbiamo combattuto la povertà con misure concrete”. Critiche invece le opposizioni: per Giorgio Sorial del Movimento 5 Stelle “avete usato questa manovra come l’ultimo assalto alla diligenza: 15 miliardi servono a rispondere ai diktat dell’Europa, altri 15 sono andati nella lotta tra i ministeri per accaparrarsi risorse”, mentre per il forzista Alberto Giorgetti “avete sciupato una occasione di crescita che vi aveva dato l’Europa con la flessibilità. Oggi c’è la necessità di scelte coraggiose questo governo non ha voluto e saputo fare: c’è la necessità di ridurre il debito pubblico, con una iniziativa forte che apra spazi a un alleggerimento del fisco. Una flat tax che darà una prospettiva di sviluppo, andando a prendere le risorse negli sperperi della pubblica amministrazione”.
(Sis)