Le famiglie italiane hanno scartato sotto l’albero regali di Natale per un valore stimabile in circa 4,6 miliardi tra grandi e piccini. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti/Ixe’ dalla quale si evidenzia che solo un Italiano su cinque (18%) non ha fatto regali. Si è concluso un rito che – sottolinea la Coldiretti – ha visto il 42% delle famiglie stanziare un budget sotto i 100 euro, il 40% tra i 100 e i 300 euro e il resto un importo superiore, tra i quali un fortunato 2% che supera i mille euro. Abbigliamento e accessori, prodotti alimentari e giocattoli salgono nell’ordine – spiega la Coldiretti – sul podio dei regali piu’ gettonati insieme a libri e musica, articoli per la casa e tecnologia. Si conferma anche quest’anno una spinta verso regali utili e all’interno della famiglia, tra i parenti e gli amici a partire dall’enogastronomia per l’affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola, che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio. Dopo che abbiamo “raccolto” i regali posti sotto l’albero di Natale, dopo la gioia, il piacere e la condivisione della festa, è però ora il momento di far mente locale se qualcosa non è andato come avrebbe dovuto essere. Cioè: il regalo presenta dei difetti, il regalo non è gradito per tanti motivi, incluse (per l’abbigliamento) le taglie. Ma legge e cortesia dei commercianti tutelano in merito i consumatori. Se il regalo presenta dei difetti di conformità, cioè non è come dovrebbe essere, non per le proprie aspettative, ma per come era pubblicizzato oppure come indicato nella confezione, “si ha diritto a riparazione, sostituzione o resa dei soldi – ricorda l’Aduc -. La riparazione, ovviamente, solo nel caso in cui ne valga tecnicamente la pena per riavere in qualche modo un oggetto sempre nuovo. Bisogna rivolgersi al commerciante presso cui si è fatto l’acquisto (anche se al di fuori dei confini nazionali) sia esso il negozio per strada che quello online, prima bonariamente (mail, whatsapp o altri sistemi veloci di comunicazione) e, in mancanza di riscontro, tramite una diffida con una raccomandata A/R. Le spese per le spedizioni se online, sono a carico del commerciante”. Nel negozio per strada, invece, occorre ritornare a proprie spese nello stesso negozio, indipendentemente da dove si abita. E’ comunque diffusa l’abitudine dei commercianti di essere disponibili al cambio del prodotto per questioni di taglia e/o gusto. Non c’è un obbligo di legge perché lo facciano, e le eventuali spese, se non ci sono indicazioni diverse, sono a carico dell’acquirente. “Ogni commerciante ha i suoi metodi, ed è a questi che occorre conformarsi – prosegue l’Aduc -. Se non è stata chiesta al momento dell’acquisto la possibilità di fruirne, provare successivamente è consigliabile. Anche in questo caso, il rispetto degli accordi può essere intimato tramite una raccomandata A/R di diffida. Se le cose dovessero andare male (nel primo caso per non rispetto della legge, nel secondo per non rispetto degli accordi), e la diffida non avesse dato nessun risultato, occorrerà rivolgersi al giudice di pace della propria città. Questo tipo di giustizia funziona veloce e benino quando il commerciante è italiano o della Unione Europea, mentre ci possono essere problemi quando è extracomunitario, perché pur a sentenza favorevole del giudice ci possono essere difficoltà per far valere la sentenza sul territorio straniero”. (26 dic – red)