“Mi sono pentita certo di non essere presente in aula, ma il problema è che non era in programma sabato scorso il voto sullo Ius soli temperato”, “io ero in Senato, ma come molti pensavo che fosse finita la seduta, non mi sono neanche accorta che si doveva votare”, “c’è stata una grande confusione di cui ha approfittato Calderoli che è passato dalla provocazione all’esibizione”. Così la senatrice Pd Emma Fattorini, studiosa di storia della Chiesa e vicina alla Comunità di Sant’Egidio, in una intervista a Repubblica, sull’aula vuota del Senato. E aggiunge: “Posso dire quanto mi sia dispiaciuto non rispondere al voto sul numero legale. Sono per la legge sulla cittadinanza dai tempi in cui era stata proposta da Andrea Riccardi, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, con il governo Monti”, “certo che dobbiamo essere dispiaciuti noi dem, io lo sono. Però sostenere che il Pd sia colpevole della mancata approvazione della legge è falso, è più che pretestuoso: è odioso”. E sostiene che “al Senato non ci sono i numeri, lo scriva a lettere cubitali, per favore. Alla Camera i numeri ci sono. La vergogna è dei 5Stelle che per paura neppure si esprimono e non dicono se lo vogliono o no. Già due anni fa, andava costruito un accordo. Né si poteva votare la fiducia sullo Ius soli prima del bilancio, perché questo avrebbe significato la caduta del governo e mandare il paese in esercizio provvisorio”. Per il senatore Pd Stefano Esposito, intervistato sullo stesso quotidiano, invece, “restare era una cosa palesemente inutile, tutto il resto dell’emiciclo se n’era andato, anche gli esponenti del governo, e stare lì a vedere la Lega festeggiare… francamente no. Tra stare 4 ore in più in aula per vedere festeggiare il leghista Roberto Calderoli e prendere l’aereo per Torino alle 14,20 e non alle 21, ho preferito questa scelta”. E aggiunge: “Io sono mesi che lo vado dicendo che non è un problema di numero legale. Il punto è che non ci sono i voti per lo Ius soli: i senatori dem e di LeU non bastano. Rispetto gli appelli fatti, ma andavano rivolti ai liberal del centrodestra, ai 5Stelle, non al Pd”. E smentisce di essere finito “sotto processo”: “Non ho ricevuto una mail dagli elettori” mentre “quelli che criticano su Twitter votano i 5Stelle o per LeU. E comunque sugli assenti, basta scorrere l’elenco che va da Vannino Chiti a Felice Casson, da Corradino Mineo addirittura a Doris Lo Moro, gente che ha fatto lo sciopero della fame, ebbene quelle stesse persone, che sono state in prima linea nella battaglia perla legge sulla cittadinanza, non c’erano”. E conclude: “Sa cosa sarebbe successo se fosse passato il numero legale? Avremmo votato la costituzionalità e poi tutto sarebbe finito lo stesso perché stanno per sciogliersi le Camere”, non mancando poi di criticare Boldrini la quale ha stigmatizzato l’irresponsabilità degli assenti: “Una lezione che sa di propaganda”. (27 dic – red)