Con buone probabilità, domani il presidente della Repubblica Sergio Mattarella scioglierà le Camere, indicendo al contempo nuove elezioni per il 4 marzo 2018. Ma i più fervidi sostenitori della legge sulla cittadinanza, il cosiddetto ius soli, non mollano, e chiedono al Capo della Stato una ‘proroga’ per consentire al parlamento di discutere la legge. Lo fa, per esempio, Luigi Manconi, senatore Pd e presidente della Commissione Diritti umani a Palazzo Madama. “Ma chi l’ha detto, che si debba votare il 4 marzo? E chi ha stabilito che le Camere si sciolgano tra 24 o, al più, 48 ore? Lo sostengono tutti ed è l’ipotesi più probabile, ma a tutt’oggi il solo ed esclusivo titolare del potere di sciogliere le Camere, ovvero il Presidente Sergio Mattarella, non si è ancora pronunciato. È a lui che mi rivolgo, con il massimo rispetto e con la massima considerazione per il suo altissimo ruolo, ma anche con la fiducia che si deve a un galantuomo del quale è nota la rettitudine intellettuale e la sensibilità sociale. So che il Capo dello Stato ha letto il messaggio inviatogli da “Movimento italiani senza cittadinanza”, una splendida pagina di letteratura civile. E sono sicuro che vi avrà militato. Il senso di quella lettera corrisponde esattamente al mio sentimento e al mio pensiero: il tempo c’è. Basta volerlo. Sarebbe un modo intelligente per recuperare l’onore di un Senato che ha voluto un epilogo assai poco dignitoso della vicenda dello Ius soli e culturae. Il mancato numero legale, lo scorso 23 dicembre, va interpretato o come manifestazione di infingardaggine (fuga per le vacanze, irresponsabilità politica, indifferenza morale) o come espressione di meschino calcolo politico (ostilità verso una legge sacrosanta). E, tuttavia, la discussione sulla legge è iniziata. Dunque, per quale ragione al mondo non deve continuare? Dipende in primo luogo dal Capo dello Stato e dal Presidente del Consiglio che, esattamente dieci giorni fa, conveniva con me sull’importanza di approvare “entro questa legislatura” una normativa così equa e saggia. Ripeto: il tempo c’è e va ricordato che, il 23 dicembre, mancato il numero legale, il Senato ha deciso di riconvocarsi per il 9 gennaio, dopo una pausa di ben 16 giorni. Basterebbe prolungare la legislatura di un paio di settimane e prevedere il voto – che so? – per il 18 marzo: e si avrebbe così la possibilità e l’agio di discutere una legge tanto essenziale e lungimirante”. Anche secondo Gianni Cuperlo, “non può e non deve finire così. Con una conclusione che mortifica le ragioni del diritto e della democrazia. Quegli scranni vuoti al Senato nell’ultimo giorno utile, la fuga dei senatori 5 Stelle, quel brindisi leghista, il dispiacere profondo per quelle assenze di parlamentari del Pd, sono una immagine da cancellare”. Forza Italia però chiude laconicamente alla proposta:. Il nostro auspicio è che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella faccia decidere agli elettori italiani se sono dalla parte di chi dice “sì” allo ius soli o di chi come noi di Forza Italia e di centrodestra dice un chiaro e netto ‘no'”, Deborah Bergamini, responsabile comunicazione di Forza Italia.
(Sis)