“Ogni vita, da quella nel grembo della madre a quella anziana, sofferente e malata, a quella scomoda e persino ripugnante, va accolta, amata e aiutata”. Così Papa Francesco, nella prima omelia del 2018 nella Basilica Vaticana, in occasione nella Solennità di Maria Ss.ma Madre di Dio, cinquantunesima Giornata mondiale della pace . “La devozione a Maria non è galateo spirituale, è un’esigenza della vita cristiana – continua il pontefice – Guardando alla Madre siamo incoraggiati a lasciare tante zavorre inutili e a ritrovare ciò che conta. Il dono della Madre, il dono di ogni madre e di ogni donna è tanto prezioso per la Chiesa, che è madre e donna. E mentre l’uomo spesso astrae, afferma e impone idee, la donna, la madre, sa custodire, collegare nel cuore, vivificare. Perché la fede non si riduca solo a idea o a dottrina, abbiamo bisogno, tutti, di un cuore di madre, che sappia custodire la tenerezza di Dio e ascoltare i palpiti dell’uomo”. Così Papa Francesco, nella prima omelia del 2018 nella Basilica Vaticana, in occasione nella Solennità di Maria Ss.ma Madre di dio, cinquantunesima Giornata mondiale della pace”. Nell’Angelus, invece, Papa Francesco è entrato nel vivo del tema della Giornata Mondiale della Pace, “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”. “Desidero, ancora una volta, farmi voce di questi nostri fratelli e sorelle che invocano per il loro futuro un orizzonte di pace. Per questa pace, che è diritto di tutti, molti di loro sono disposti a rischiare la vita in un viaggio che in gran parte dei casi è lungo e pericoloso; sono disposti ad affrontare fatiche e sofferenze” continua il pontefice, che aggiunge: “Per favore, non spegniamo la speranza nel loro cuore; non soffochiamo le loro aspettative di pace! È importante che da parte di tutti, istituzioni civili, realtà educative, assistenziali ed ecclesiali, ci sia l’impegno per assicurare ai rifugiati, ai migranti, a tutti un avvenire di pace. Ci conceda il Signore di operare in questo nuovo anno con generosità, per realizzare un mondo più solidale e accogliente”. Dopo l’Angelus, il Papa ha ringraziato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella “per gli auguri che mi ha rivolto ieri sera nel suo Messaggio di fine anno e che ricambio di cuore, auspicando per il popolo italiano un anno di serenità e di pace, illuminato dalla costante benedizione di Dio”. (Red – 1 gen)