Bologna, 14 mag – L’assessore alle politiche sociali della Regione, Anna Maria Dapporto, è entrata subito nel merito del problema: “l’Emilia-Romagna ha un sistema di welfare integrato, partecipato, che mette al centro la persona ed è riconosciuto come eccellente, ma ha qualche difficoltà a conservarne nel tempo il livello qualitativo e quantitativo”. Il problema della sostenibilità del sistema, ha spiegato l’assessore, dipende dall’aumento delle persone che accedono allo welfare (gli stranieri sono passati dall’1,8 % della popolazione residente nel 1997 al 7,5 % dieci anni dopo; solo nell’ultimo anno sono aumentati di 50mila unità, e sono ormai 365mila su 4milioni 233mila abitanti) e dall’invecchiamento della popolazione (circa un quarto degli emiliano-romagnoli ha più di 65 anni). Il nostro problema – ha esordito il ministro per lo sviluppo sociale della Provincia di Buenos Aires, Daniel Fernando Arroyo – è che “mentre la povertà è diminuita, è aumentata la disuguaglianza sociale”. Dalla crisi del 2001 a oggi, ha spiegato, la povertà è scesa dal 57 al 25 %, mentre l’estrema povertà ora riguarda solo il 10 % della popolazione (prima era il 26 %); anche la disoccupazione è diminuita dal 20 al 10 %. Tuttavia, “l’America Latina rimane il continente più diseguale al mondo”, e anche “l’Argentina vive una situazione di grande esclusione sociale, con circa un milione di giovani che né studiano né lavorano”.
(SEGUE)