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Claudio Fracassi
racconta
Cola di Rienzo

it@withub.it by it@withub.it
5 Gennaio 2018
in Archivio speciali - Libri
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COLA DI RIENZO, IL RIVOLUZIONARIO CHE INVENTO ‘ L’ITALIA

Ridotta a un borgo di trentamila abitanti, Roma era “in grannissimo travaglio: onne die se combattea, da onne parte se derobava”. Poi arrivò Cola, figlio di una lavandaia, e conquistò il potere con un progetto che sconvolse il papa e l’intera Europa medievale. L’avventura di Cola di Rienzo è tra le più straordinarie (e tra le meno conosciute). Sul tramonto del Medioevo, ha governato Roma – considerata capitale del mondo ma ridotta a una contrada putrida e corrotta – solo per pochi mesi. La sua vita e le sue idee sono state, però, al centro di un gigantesco scontro tra i grandi poteri europei: la Chiesa trasferitasi ad Avignone, l’Impero controllato dai re germanici, le caste nobiliari insidiate dalle nuove borghesie. Salito al potere senza violenze e senza sangue, il giovane romano “dal fantastico sorriso” rivoluzionò la vita quotidiana e gli ordinamenti dell’Urbe, combattendo contro i magnati che da secoli dominavano la città. Il progetto – condiviso con passione da Francesco Petrarca – era però più ambizioso: dare vita a una nuova formazione geografica e culturale, chiamata “Italia”. La geniale e folle avventura finì con l’uccisione del tribuno. Cola di Rienzo è stato da allora studiato – amato o disprezzato – in tutto il continente: Wagner gli ha dedicato addirittura un’opera lirica. A Roma, di Cola è restato il nome di una strada dello shopping. Claudio Fracassi racconta la sua storia in “Cola di Rienzo. Roma, 1347. La folle vita del rivoluzionario che inventò l’Italia”.  Fracassi è stato direttore del quotidiano Paese Sera e del settimanale Avvenimenti. Studioso di storia e dei meccanismi dell’informazione, con Mursia ha pubblicato La lunga notte di Mussolini (2002), Bugie di guerra (2003), Matteotti e Mussolini. 1924: il delitto del Lungotevere (2004), La meravigliosa storia della Repubblica dei briganti. Roma 1849 (2005), Quattro giorni a Teheran. 1943: i Tre Grandi, Hitler, un agguato (2007), La ribelle e il Papa Re (2009), Il romanzo dei Mille (2010) e La battaglia di Roma 1943. I giorni della passione sotto l’occupazione nazista (2013).

 

JEAN COCTEAU. LA SQUISITEZZA DEL MONDO

Dal 18 gennaio in libreria per Odoya “Jean Cocteau. La squisitezza del mondo” di Pascal Schembri. (introduzione di Marco Ongaro). Artista eclettico, collettore di avanguardie, dandy: Jean Cocteau è stato tutto questo. Di origini nobiliari, le sue sostanze non gli impedirono di partecipare alla prima guerra mondiale. L’eclettico artista che si districò bene tra poesia, pittura, stesura di saggi e romanzi, regia e sceneggiatura eccelse anche nel ruolo di trait d’union tra i vari artisti dell’avanguardia parigina. Marcel Proust lo stimava come saggista, collaborò con Picasso e Satie all’opera Parade, si fece promotore di movimenti come “Lira e tavolozza” (Lyre et palette) e di ensemble come il Gruppo dei Sei, Cocteau era dietro l’obiettivo delle migliori foto ai tavoli della Rotonde quando a stazionarvi ⎼ e a scambiarsi impressioni sull’arte e sulla vita ⎼ erano tra gli altri Modigliani, Picasso, Jacob, Cendrars, la modella Pâquerette o il pittore cileno di Ortiz de Zárate. Imparò la naturalezza della sue pulsioni omoerotiche da Oscar Wilde, fu amico di Max Jacob e amante di Raymond Radiguet. Ma ebbe anche sincere amicizie con la piccola Edith Piaf e la scandalosa Kiki de Montparnasse. Il suo memoir Oppio, diario della dipendenza, lo avvicina ulteriormente al paragone con Andy Warhol: artista e catalizzatore in uno spazio/tempo unico per fervore artistico. Pascal Schembri restituisce un ritratto vivido e ragionato di un artista che con la sua produzione a tutto tondo ricorda le attitudini rinascimentali: un personaggio da riscoprire.

 

“IL PROGETTO BLUMKIN” DI CHRISTIAN SALMON

Un passato bolscevico riemerge da un baule in una casa lungo la Marna. Un trasloco, una storia privata e una storia pubblica, due vite che si intrecciano, quella personale di Christian Salmon e quella di un personaggio leggendario della Rivoluzione d’Ottobre, Jakov Blumkin. Inizia così il viaggio di Christian Salmon in “Il progetto Blumkin” (Laterza), che insegue in tutta Europa la vita epica di Blumkin e al tempo stesso la sua stessa vita, il tempo in cui era stato anche lui un bolscevico. Un bolscevico per modo di dire, certo, ma pur sempre un bolscevico. Blumkin era un čekista e un poeta, un mistico e un assassino, fu amico dei più grandi poeti e dei boia della Lubjanka. Era l’uomo dai mille volti: ora il viso sfilato, ora appesantito; in alcune foto sembra avere vent’anni, in altre ne dimostra quaranta. Eppure era lo stesso uomo, Jakov Blumkin, alias ‘Il Lama’, alias ‘Sultano Zade’. O ‘Živoj’ che significa ‘il Vivo’, come lo aveva soprannominato Majakovskij una sera che lo aveva incontrato in uno dei caffè letterari alla moda che frequentava. Ma per altri era un personaggio di finzione inventato e lanciato nel mondo dai servizi segreti sovietici come copertura per ogni affare losco. La sua breve apparizione sulla terra resterà segnata da due colpi di pistola: quello che sparò all’ambasciatore tedesco il 6 luglio 1918 e quello che mise fine alla sua vita il 3 novembre 1929, quando non aveva ancora trent’anni. Fra queste due detonazioni, la vita di Blumkin si dispiega in un cielo di congetture, come un fenomeno luminoso che si consuma sotto i nostri occhi.

 

“GUIDA DI STILE” DI LUISA CARRADA   

Da Zanichelli una nuova collana scritta dall’esperta di scrittura professionale e blogger Luisa Carrada. Tre vademecum: Scrivere un’email, Guida di stile, Sintassi & Scrittura con consigli semplici e brevi da mettere subito in pratica e tanti esempi per scrivere in modo chiaro ed efficace, nel lavoro e nella vita di tutti i giorni. Ma davvero abbiamo bisogno di una guida di stile, come le case editrici, le grandi aziende, i giornali, le agenzie di stampa? Forse sì: nessuno di noi ha mai scritto così tanto come ora. Email, messaggi, post, recensioni, commenti, curricula, presentazioni. Le nostre parole scritte ormai ci precedono e sono decisive per farci notare, scegliere, ascoltare. Meglio allora scrivere bene e con consapevolezza. Per questo nasce “Guida di stile. Scrivere e riscrivere con consapevolezza” di Luisa Carrada. Scrivere con consapevolezza significa scegliere: il punto di vista del lettore invece che il nostro, le espressioni che gli vanno incontro invece delle frasi fatte, le parole che gli fanno vedere e immaginare, gli esempi e le metafore per portarlo da quello che conosce a quello che ancora non conosce, il titolo che informa e incuriosisce, le strategie per dire di più e meglio con meno parole. Tutte le parole, anche le più piccole, come gli articoli e i pronomi.

 

“PICCOLI ESERCIZI DI SOPRAVVIVENZA FAMILIARE” DI ALDA BRUNO

Una famiglia ricca, un padre al terzo matrimonio, una madre ex bella che sperpera in chirurgia estetica, una sorellastra corteggiata e sprezzante, un fratellastro stupido, in mezzo a loro scorrazza una bambina rifiutata da tutti che si dà da fare per sopravvivere ai sadismi del male quotidiano. Ciò che sogna sono vendette, e impadronirsi dell’intera eredità. “Tutto quello che puoi sognare puoi ottenerlo. Dio tarda, ma esaudisce”. Questi i personaggi che animano “Piccoli esercizi di sopravvivenza familiare” di Alda Bruno. L’autrice, scrittrice siciliana, vive tra Palermo e la campagna. Questa casa editrice ha pubblicato anche Tacchino farcito (2001, 2008), La casina, la casa, le cose (2005), Germani in bellavista (2007) e Piccoli esercizi di sopravvivenza familiare (2017).

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