Samarcanda, Il rosso e il nero, Tempo reale. Michele Santoro e Rai3 è la storia di un grande amore e i grandi amori a volte ritornano. Santoro riapproda sul terzo canale Rai con il programma ‘M’, in onda in diretta in prima serata da giovedì 11 gennaio a giovedì 1 febbraio. Banche, immigrazione, Roma Capitale (“spero che la Raggi ci sarà”) ed evasione fiscale (“ho invitato Renzi, Di Maio e Salvini a parlarne”): questi i temi delle puntate che saranno rigorosamente monografiche. Nessuna critica a Marco Travaglio – “non farò polemiche. È stato a lungo a fianco a me”, la solita schiettezza – “Tra Berlusconi e Di Maio? La penso come Vauro, mi butto giù io dalla torre” – e tanta voglia di lavorare bene: “Cerchiamo di trovare una strada nuova. Recuperare una linea informativa che prima era solo della Rai. Io ci provo. Provarci seriamente significa però costruire un laboratorio e ci vuole un certo numero di mesi. Una volta Chiambretti disse di me ‘quello va in onda anche senza telecamere’, aveva ragione”. Santoro si prepara così per questa nuova esperienza che definisce un tentativo di “uscire da quello che c’è oggi in tv” e che vuol far vedere “quello che il flusso non ci fa vedere”. Un’esperienza che è anche una sfida visto che “abbiamo il 50% degli italiani che davanti ai programmi di approfondimento politico ha un attacco di orticaria e cambia canale”.
IL RITORNO SU RAI3 “Rai3 è sempre stata la mia casa ma bisogna intendersi sul concetto di casa. Io sono rimasto quella persona nata in questa rete. Casa è il punto da cui si parte, io cominciai con Guglielmi e fu una grande stagione culturale” ha detto Santoro questa mattina a viale Mazzini in occasione della conferenza stampa di presentazione di “M” che segna il ritorno su Rai3 del conduttore dopo 22 anni. Cosa aspettarsi da “M”? “La vera protagonista sarà la realtà”: così niente ospiti politici nella prima puntata, l’ironia con una miniserie targata The Pills, l’editoriale di Roberto Saviano e la comicità di Andrea Rivera. E non solo. Il conduttore di programmi di successo come Sciuscià, Annozero, Servizio Pubblico in questa nuova avventura porta infatti con sé anche un fedelissimo come Vauro. “Ho deciso di non fare nessun monologo. Sarà Saviano a farlo. Porterà un suo racconto in ognuna delle 4 puntate. Poi si è aggiunto a sorpresa Andrea Rivera – spiega infatti Santoro che aggiunge -: ho voluto aggregare un po’ del mio vecchio mondo, così torna la maschera di Nazareno Renzoni con Vauro”. “Oggi se non hai ospiti politici dentro una trasmissione la trasmissione non esiste. Il mio ritorno a casa vuole uscire però da questo schema” chiarisce Santoro. “Ci voglio riprovare con lo spirito di allora, quando ho iniziato su Rai3. Come allora faccio quello che i telegiornali non fanno”.
IL PROGRAMMA Con “M” Santoro intende “rimettere al centro la narrazione. Sia con la realtà sia con la fiction: a maggio racconteremo ad esempio il caso Moro” anticipa ai giornalisti in conferenza stampa. “Non sono per la politica ridotta a gossip. ‘M’ – assicura il conduttore – metterà i politici di fronte alla necessità di non fare battute”. “Nella prima puntata parleremo di banche – continua – nella seconda parleremo di migranti ed avremo ospite il ministro Minniti, nella terza puntata parleremo di Roma e nell’ultima un possibile confronto sulle tasse” a cui sono stati invitati Salvini, Renzi e Di Maio: “Hanno dato la disponibilità per l’ultima puntata su tasse ed evasione. Siamo pronti a organizzare un confronto”. “I miei programmi storicamente hanno sempre cercato di raccontare qualcosa che fosse al di fuori degli equilibri esistenti. M non avrà i soliti ospiti. E’ un tentativo di fare qualcosa di diverso”. (8 gen – Gil)
