Zurigo, 15 mag – Dopo che nelle scorse settimane era stata già preannunciata sia alla stampa che alle autorità, si è tenuta l’inaugurazione ufficiale della nuova sede del patronato Ital-Uil di Losanna alla presenza del Console Generale d’Italia di Losanna, dottor Adolfo Barattolo, e di autorevoli rappresentanti della comunità italiana. “Come ricordato dal presidente dell’Ital-Uil Svizzera – si legge in una nota – il consigliere del Cgie Dino Nardi, ormai in procinto di lasciare questo incarico al suo successore Mariano Franzin già funzionario del sindacato Unia, l’ufficio di Losanna si va ad aggiungere alla rete di otto sedi regionali e quarantacinque permanenze zonali che il patronato ha già in Svizzera”. “Una struttura che, con l’apertura nel prossimo mese di giugno della sede di Pratteln – si legge – nel Cantone di Basilea Campagna, completerà con i suoi uffici e sportelli la copertura territoriale dell’intera Confederazione garantendo, così, un’assistenza ed una tutela di prossimità alla numerosa comunità italiana presente in Svizzera”. “Da parte sua il vice presidente nazionale del patronato con delega per l’estero, Mario Castellengo, nel suo saluto, ha ringraziato l’Ital-Uil Svizzera per questo ulteriore sforzo organizzativo ed ha augurato buon lavoro alla dott.ssa Grazia Tredanari alla quale è stata affidata la responsabilità dell’ufficio. Ma il vice presidente nazionale dell’Ital-Uil ha voluto sottolineare, anche in questa occasione, il ruolo importante che il patronato svolge all’estero in quelle aree geografiche con maggiore presenza di lavoratori italiani proprio a supporto della rete consolare italiana, come peraltro ricordato anche dallo stesso Console Generale nel suo saluto”. “Ad avviso di Castellengo – si legge – resta quindi incomprensibile che, a tutt’oggi a distanza di sette anni, nonostante le note difficoltà di funzionamento dei consolati, il Ministero degli Affari Esteri non abbia ancora dato seguito alla stipula di una convenzione con i patronati prevista dall’articolo 11 della legge n.152 del 2001, come sollecitato fortemente ed a più riprese dallo stesso Consiglio Generale degli Italiani all’Estero”.
(Cep)