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Mezza Europa non paga
le tasse universitarie

it@withub.it by it@withub.it
11 Gennaio 2018
in Archivio Il Punto, Il punto HP
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(11 gennaio 2017) Ha fatto discutere la proposta, avanzata da Pietro Grasso, di abolire le tasse universitarie.  Una proposta tutt’altro che sovversiva, visto che in molti paesi l’iscrizione agli atenei è gratuita e in pochi altri questa tassa è più alta che in Italia. In Inghilterra e Galles si superano i 5.000 euro all’anno, cifra che può essere raggiunta anche in Irlanda del Nord.  Più care dell’Italia – dove le tasse d’ iscrizione oscillano tra i mille e i 3 mila euro – sono anche Olanda e Spagna. Nel resto d’Europa si paga meno che da noi. Sono inferiori a mille euro le tasse in Francia. Non pagano tasse gli universitari di Germania, Grecia, Danimarca, Scozia, Svezia, Norvegia, Finlandia e Cipro.  Tutti questi dati sono riferiti naturalmente alle università pubbliche.
Va aggiunto però che le tasse d’iscrizione sono solo un aspetto e probabilmente neppure il più rilevante per quanto riguarda il costo dell’istruzione universitaria. Ci sono infatti paesi in cui più della metà degli iscritti  beneficia di borse di studio.  In Italia invece sono solo l’8%. In Inghilterra i ragazzi hanno accesso a prestiti con i quali si finanziano gli studi.  In Italia questa prassi è ancora poco diffusa.  In molti Paesi i servizi offerti dalle biblioteche riducono la spesa per l’acquisto dei libri di testo, mentre in Italia la situazione cambia da università a università e da regione a regione. Per molti studenti italiani sono un problema anche l’alloggio e la mensa, non sempre coperti e garantiti dai contributi regionali.
L’ impoverimento dei ceti medi ha reso sempre più impervio l’accesso agli studi universitari per un gran numero di ragazzi,  Si è cercato di rimediare con la legge di bilancio 2017 che prevede l’esenzione dalle tasse per i redditi fino a 13 mila euro, tetto che alcune università hanno aumentato fino a 15 mila euro.

 

 

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