Un “principe libero” e maledetto, in conflitto perenne con la propria genialità e i propri vizi. Questo il ritratto della fiction dedicata a Fabrizio De Andrè (interpretato da Luca Marinelli), che andrà in onda su Rai 1 il 13 e 14 febbraio e che è stata proiettata in anteprima questa mattina a Milano e Roma. La serie ripercorre gli anni dell’adolescenza del giovane Faber, i contrasti con un padre borghese e autoritario (Ennio Fantastichini) ma capace di incoraggiarlo, le scorribande notturne e le prime esibizioni teatrali con l’amico Paolo Villaggio (Gianluca Gobbi), gli scambi visionari e culturali con Luigi Tenco (Matteo Martari), con il poeta Riccardo Mannerini (Tommaso Ragno) e con Fernanda Pivano (Orietta Notari), la passione per le parole e l’amore per la prima moglie Puny (Elena Radonich) e poi per Dori Ghezzi (Valentina Bellè). Con lei De Andrè condivise nel 1979 anche i quattro terribili mesi del sequestro in Sardegna, a cui è dedicata parte di una fiction che ha come filo conduttore la libertà e il rifiuto di ogni imposizione.
UNA VITA CONTRO. Accompagnata dai capolavori di De Andrè (da “Amore che vieni amore che vai” a “La città vecchia”, da “La canzone di Marinella” a “Quello che non ho”), la fiction ricostruisce – senza ipocrisie – anche la dipendenza dell’artista dall’alcol, vinta solo tardivamente e vissuta come una vera e propria maledizione sia da lui sia dalle persone che lo circondano, tra cui il fedele e saggio fratello Mauro (Davide Iacopini). Emerge un ritratto (romanzato) del De Andrè privato, quello che da bambino rifiutava il violino (nella finzione suo padre gli regalerà la prima chitarra, nella realtà fu la madre a farlo) e che, più avanti, non ama gli elogi della critica e respinge i doveri di padre verso il figlio Cristiano e quelli nei confronti di fan e discografici. La sua è una vita contro: l’autorità, la famiglia, la scuola. E che trova momenti di pace nella condivisione con gli ultimi, che questi siano le prostitute, gli emarginati e gli ubriaconi dei carugi o i suoi stessi rapitori. Soltanto il ritiro nelle campagne della Gallura, dove nascerà dall’amore con Dori Ghezzi la seconda figlia Luvi, riuscirà almeno in parte a dare conforto alla sua irrequietezza e alla sua permanente opposizione.
LA RICOSTRUZIONE. “Abbiamo cercato di raccontare circa quarant’anni di vita di Fabrizio De Andrè – spiega il regista Luca Facchini – A parte la consapevolezza di affrontare un gigante, il tema vero era stabilire cosa ci interessasse raccontare di lui. Il centro del racconto doveva essere Fabrizio e la ricerca della propria libertà, personale e professionale. Le due cose sono sempre andate insieme e la cartina di tornasole è il rapporto con la propria famiglia, con il padre Giuseppe, in particolare, dall’infanzia in poi, e quindi con le sue mogli: Puny e Dori. La coerenza- prosegue il regista – che si consolida nella sua vicenda umana, attraverso confronti a volte dolorosi, si dichiara ed espleta nella sua indimenticabile produzione artistica. Su questo si è fermato il nostro sguardo: sul modo che aveva Fabrizio di affrontare il mondo, di osservarlo e, spesso, reinventarlo con le parole per descriverlo”. La ricostruzione, per quanto libera, della vita di De Andrè non sarebbe stata possibile senza la consulenza di Dori Ghezzi, che ha seguito ogni passo, dalla scrittura alla realizzazione del film. E senza un protagonista “dichiaratamente altro” rispetto a De Andrè, Luca Marinelli. Il cattivo di “Lo chiamavano Jeeg Robot”, sostiene Facchini, “ci ha regalato un’interpretazione sorprendente, costruita su misura, lontana dall’emulazione. Luca non interpreta Fabrizio, lo rappresenta”. La sceneggiatura è firmata invece da Giordano Meacci e Francesca Serafini: “Fin dal primo giorno, non siamo stati mossi da un intento documentaristico ma piuttosto dalla volontà di dedicare a Fabrizio la nostra canzone, naturalmente eseguita sulla falsariga della sua biografia che grazie a Dori Ghezzi abbiamo potuto approfondire e scandagliare ben oltre la narrazione pubblica di questa icona del secondo Novecento”. Prodotta da Angelo Barbagallo con Rai Fiction e Bibi Film Tv, e distribuita da Nexo Digital, la serie, in due episodi, andrà in onda su Rai 1 il 13 e 14 febbraio anticipata da un evento speciale al cinema il 23 e 24 gennaio prossimi. (19 gen – Fca)
