“Non è una mancia preelettorale ma il frutto di un lavoro complesso di 4 anni. Dal primo giorno il governo Renzi si è proposto di rimuovere il blocco dei contratti che per noi era un’ingiustizia. Su questo rivendico coerenza perché lo dicevo anche quando stavo all’opposizione. Ovviamente, non si poteva fare in un giorno. Prima abbiamo ridotto i comparti da 11 a 4 e poi abbiamo dovuto cambiare la legge Brunetta, che avrebbe reso impossibile il rinnovo dei contratti”. Così Marianna Madia, ministra della Pubblica amministrazione, in una intervista al Corriere della Sera sul rinnovo del contratto per 245 mila statali dopo 8 anni di blocco. E per i più di 3 milioni di dipendenti di scuola, sanità, enti pubblici e sicurezza in attesa precisa: “Si lavora senza soste per rinnovare i contratti. Ci vorrà il tempo necessario ma vogliamo fare presto. Le ultime tre leggi di Bilancio contengono gli stanziamenti che, secondo la Ragioneria, sono sufficienti a garantire l’impegno preso con i sindacati sugli 85 euro per tutti. Regioni ed enti locali sanno che devono provvedere coi loro bilanci, ma le risorse ci sono”. Sul taglio delle società partecipate “stiamo andando avanti. C’è una struttura al hoc al ministero dell’Economia, che ha ricevuto finora 8.771 piani di razionalizzazione delle partecipate. Ha risposto l’83% delle amministrazioni, mancano i piccoli comuni che spesso neppure hanno società. Dai piani emerge che una partecipata su tre chiuderà o subirà un processo di fusione o razionalizzazione. Ciò avverrà entro il 2018, come dice la legge, altrimenti scatteranno le sanzioni che, ricordo, nonostante il consiglio di Stato avesse giudicato sproporzionate, noi abbiamo mantenuto, proprio per dare più efficacia alla riforma”. E del suo lavoro dice: “Il bilancio è positivo. Ho messo in pratica l’80% di ciò che mi proponevo. Credo che trasparenza degli atti con il Foia, semplificazioni, modulistica unificata, processi digitali, taglio delle partecipate, fine del precariato, rinnovo dei contratti e nuovo sistema di reclutamento siano un patrimonio che ora va attuato in tutto il suo potenziale”. Infine spiega che spera di essere candidata e conclude: “Credo che il Pd possa arrivare primo”. (22 gen – red)