“L’eccellenza del livello di studio, ricerca, approfondimento è quella che consente la prospettiva di una sempre maggiore conoscenza dei fenomeni e delle emergenze e che consente all’Istituto di essere inserito in maniera autorevole e prestigiosa nel circuito internazionale di ricerca”, rappresentando “uno dei punti di eccellenza della nostra ricerca”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo alla sede nazionale dell’Ingv a Roma, prima visita di un capo dello Stato all’ente nato nel 2001. Mattarella ha espresso “apprezzamento e riconoscenza per quanto svolge l’Istituto, per coloro che vi operano, per coloro che lo guidano: i ricercatori, i tecnici, gli amministrativi, tutti coloro che sui vari versanti e sui vari fronti svolgono attività di grande eccellenza in questo luogo”. “Questo contributo – ha aggiunto il presidente della Repubblica – è fondamentale per la nostra sicurezza collettiva, di grandissimo rilievo, e già richiede di per sé la riconoscenza dei nostri concittadini nei confronti dell’Istituto: è bene ricordare sempre e far percepire alla nostra pubblica opinione che questa attività così preziosa è frutto di un approfondimento, di studio scientifico, di ricerca e che questo complesso di impegno culturale è quello che consente un contributo alla sicurezza così importante per il nostro Paese”. Nel suo intervento, sollecitato dalle parole del presidente dell’Ingv Carlo Doglioni che aveva ricordato i circa 200 precari che lavorano all’Ingv (“Nel suo discorso di Capodanno è stato molto significativo il riferimento al sacrificio dei giovani della Prima guerra mondiale: la trincea di oggi è trovare un lavoro, anche nel mondo della ricerca”) Mattarella ha espresso un “ringraziamento intenso per quanti vi lavorano, stabilmente e precariamente: ho colto il riferimento del presidente ai 200 precari che lavorano qui, è un’attività talmente preziosa che non può essere precaria”. Accolto dal presidente dell’Ingv Doglioni e dal direttore generale Maria Siclari, il capo dello Stato ha visitato la Sala sismica nazionale, in collegamento anche con le Sale operative dell’Osservatorio Vesuviano e dell’Osservatorio Etneo. Mattarella ha seguito in diretta le attività di monitoraggio e sorveglianza sismica, vulcanica e di allerta Tsunami dell’ente. Presenti anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi e il sottosegretario all’Istruzione Vito De Filippo. In dono al presidente della Repubblica, l’Ingv ha offerto una copia del sismogramma che registrò il terremoto del Belice del 1968: ricorre infatti quest’anno il cinquantesimo anniversario del terremoto più forte che colpì la Valle del Belice nella notte del 15 gennaio del 1968, un’area fino ad allora considerata a bassa pericolosità sismica. “Come Ingv – ha detto Doglioni nel suo intervento che ha preceduto quello del capo dello Stato – siamo sentinelle attente al respiro della terra, ma non spettatori inerti degli eventi naturali: dobbiamo, vogliamo conoscerli sempre di più, per scoprirne i segreti più intimi, che devono gradualmente essere tradotti in un livello più maturo di resilienza, per dare le informazioni più corrette per un’edilizia adeguata alla pericolosità sismica, per contribuire a ridurre il rischio vulcanico, per salvaguardare l’ambiente, il clima e, perché no, trovare nuove forme meno inquinanti di energia. Guardare al passato per capire il presente e progettare il futuro”. (Roc – 24 gen)

