VENEZIA: LE FOTO DI WERNER BISCHOF
Alla Casa dei Tre Oci di Venezia, fino al 25 febbraio, una grande mostra antologica dedicata a Werner Bischof (1916-1954), uno dei più importanti fotografi del Novecento, tra i fondatori dell’agenzia Magnum. La mostra presenta 250 fotografie, in larga parte vintage, tratte dai più importanti reportage di Werner Bischof, che consentiranno di ripercorrere i lunghi viaggi che portarono l’artista svizzero negli angoli più remoti del mondo. Il percorso espositivo trasporta il visitatore nell’età dell’oro del fotogiornalismo. Partendo infatti dall’Europa, appena uscita devastata dalla seconda guerra mondiale, si giunge fino in India dove ci si trova di fronte a un paese attanagliato dalla povertà e dalla miseria, ma in cui si iniziano a intravvedere gli sviluppi industriali che la porteranno a essere uno delle nazioni leader del nuovo millennio. Il confronto spietato tra gli elementi della cultura tradizionale giapponese e il dramma della guerra di Corea introduce poi all’analisi del continente americano, prima di proseguire nelle città statunitensi, di cui coglierà lo sviluppo metropolitano, anche con una serie di fotografie a colori. La mostra si chiude idealmente tra i villaggi del Perù e sulle cime andine dove il fotografo trovò la morte. Fra i numerosi scatti presenti in mostra anche una selezione di 20 fotografie in bianco e nero inedite che hanno nell’Italia il suo soggetto privilegiato. (red)
MILANO: LA LEUCEMIA VISTA DALL’ARTE
Fino al 18 febbraio la Triennale di Milano ospita New Perspective, un evento dedicato all’Associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma per informare e sensibilizzare alla lotta contro i tumori del sangue, con particolare attenzione al mieloma multiplo. Tutti i proventi ricavati dalla vendita dei biglietti e del catalogo saranno devoluti a sostegno di progetti AIL destinati a pazienti affetti da mieloma multiplo. L’esposizione presenta installazioni, fotografie e video di 23 artisti contemporanei. Ecco, allora, il groviglio di un nastro di ottone di Carlo Cossignani che rivela, avvicinandosi a esso, un profilo di due volti o il panorama metropolitano di Fabio Giampietro che si anima di una terza dimensione indossando un paio di occhiali Oculus Rift. O ancora, se nel video di Paola Di Bello, lo scorrere delle persone in una delle torri dello stadio di San Siro produce l’effetto di una vite senza fine che ruota all’infinito su sé stessa, in quello dei Masbedo, l’inquietudine di un luogo dominato dal senso di vuoto è in realtà un invito a superare la vertigine ed entrare in un mondo di bellezza. Inoltre, un’installazione interattiva situata all’interno di una “camera immersiva” fa scoprire come anche i pazienti affetti da mieloma multiplo, possano vedere la malattia da una nuova prospettiva. Nel buio della stanza, infatti, parole dall’accezione negativa prendono forma, grazie all’intervento del pubblico, e si tramutano in vocaboli dal significato positivo. New Perspective si chiude con una installazione che permette attraverso gli oculari di un microscopio di avere una visione d’insieme sui tumori del sangue e, attraverso visori VR, è possibile indagare il meccanismo che sta alla base della comparsa del mieloma multiplo. Durante il periodo di apertura si terranno delle iniziative collaterali, come la proiezione del documentario di Fabio Paleari “The last beat of Allen Ginsberg” che ripropone l’ultimo reading tenuto in Italia dal grande poeta beat. Ed ancora conferenze, incontri con gli autori, workshop. (red)
MILANO: MACCHIAIOLI, CAPOLAVORI LOMBARDI
La GamManzoni di Milano, fino al 25 febbraio dedica una mostra al movimento dei Macchiaioli con protagonisti 40 capolavori realizzati da autori quali Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Silvestro Lega, Giuseppe Abbati, Nino Costa, Odoardo Borrani e altri, che nella seconda metà dell’Ottocento si fecero portavoce di un nuovo modo di sentire la pittura che cogliesse il senso del vero, in contrapposizione contro lo spirito accademico. Oltre ad analizzare l’evoluzione stilistica di un movimento fondamentale per la nascita della pittura moderna italiana, attraverso alcuni capisaldi come Educazione al lavoro e Due bambine che fanno le signore di Silvestro Lega, L’analfabeta di Odoardo Borrani, Settignano e La Via del Fuoco di Telemaco Signorini, o Silvestro Lega che dipinge sugli scogli di Giovanni Fattori, l’iniziativa si pone come obiettivo quello d’indagare la fortuna storica di questi artisti all’interno delle collezioni private lombarde. Dalle sale del caffè Michelangelo a Firenze, i Macchiaioli, il cui nome deriva dall’ironica definizione data loro dai pittori accademici in occasione della Promotrice fiorentina del 1861, si riconoscevano attorno a una pittura di ‘impressione’ attuata per mezzo di macchie di colore. fu solo più tardi che, grazie alla frequentazione dell’ambiente artistico parigino, il movimento virò verso nuovi valori pittorici fondati sul rapporto dei colori e sui volumi costruiti tramite i contrasti di luce e di ombre. (red)
ROMA: OMAGGIO A TOTÒ
Ricordi e riscoperte al Museo di Roma in Trastevere, per la mostra Totò Genio, realizzata a cinquant’anni dalla scomparsa del grande attore che, fino al 18 febbraio, ripercorre la grandezza di Antonio de Curtis, in arte Totò, uno dei maggiori interpreti italiani del Novecento. Fu un artista a tutto tondo, una figura poliedrica, non solo attore di cinema e teatro, ma poeta e autore di canzoni indimenticabili. La mostra, curata da Alessandro Nicosia e Vincenzo Mollica, racconta la vita, le passioni e gli amori del maestro della comicità italiana ed è stata visitata ed apprezzata da Elena Alessandra Anticoli, nipote del grande attore. (PO / red)
ROMA: CAMERA, OPERE D’ARTE RECUPERATE
Promossa con il sostegno della Camera dei deputati, si tene fino al 28 febbraio, nella Sala della Lupa di Montecitorio (dove è conservata la copia originale della nostra Costituzione), l’esposizione “L’articolo 9 della Costituzione. La tutela del patrimonio culturale della Nazione”, organizzata dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale in collaborazione con il ministero dei Beni culturali. La mostra costituisce una delle iniziative per ricordare il 70.mo anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione e permette di valorizzare il contenuto dell’articolo 9, uno dei dodici principi fondamentali, che raccomanda a tutti i cittadini di tutelare il patrimonio storico e artistico della Nazione.Nella mostra sarà esposta una simbolica selezione di 14 beni recuperati dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, tra cui il carro di Eretum, per la prima volta esposto in Italia dopo il recente rimpatrio dalla Danimarca. Scavato clandestinamente in Sabina nei primi anni ’70, è stato recuperato a seguito di riscontri investigativi e scientifici nell’ambito delle attività di diplomazia culturale. In esposizione anche il noto gruppo scultoreo “Triade Capitolina”, rinvenuto negli anni ’90 nel corso di scavi clandestini e la grande tela d’altare di Giovan Battista Tiepolo della chiesa di San Filippo Neri di Camerino, messo in sicurezza a seguito dei drammatici eventi sismici che si sono verificati in Italia nel 2016. (red)
TORINO: STORIE DAL CARCERE
“Evasioni – 47 storie” è il titolo della mostra che si tiene fino al 21 febbraio a Torino, all’Urp del Consiglio regionale del Piemonte. Curata dall’associazione Assistenti volontari penitenziari “Liberi dentro” di Saluzzo, in collaborazione con gli uffici del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, propone una ventina di pannelli fotografici che raccolgono le autobiografiedei detenuti che hanno preso parte ai tre laboratori di scrittura creativa svoltisi nel carcere “Rodolfo Morandi”di Saluzzo. Le storie – raccontate in prima persona dai detenuti e messe nero su bianco con l’aiuto dei coordinatori del progetto, la giornalista Emanuela Savio e il fotografo Davide Dutto, fondatore dell’Associazione Sapori reclusi e autore di diversi reportage sul mondo carcerario – hanno anche dato vita all’omonimo volume, pubblicato dall’editrice Cibale e in consultazione nei locali della mostra. (red)
TOKYO: IL “PORTO SEPOLTO” DI UNGARETTI
Si tiene fino all’8 febbraio, all’Istituto italiano di cultura di Tokyo, la mostra “Il porto sepolto” che proporrà le poesie di Giuseppe Ungaretti reinterpretate tra arte grafica e traduzione. “Il porto sepolto” fu scritto nelle trincee del Nord Italia, mentre Ungaretti era soldato semplice dell’Esercito italiano durante la Grande Guerra. Le poesie venivano appuntate sul primo pezzo di carta a portata di mano e poi riposte nello zaino. Quando la raccolta venne pubblicata, nel 1916 a Udine, cambiò in profondità il panorama della poesia italiana. Parte dell’impatto che ebbe fu dovuto all’influenza della poesia giapponese, che Ungaretti aveva da poco scoperto in traduzione. Il poeta irlandese Andrew Fitzsimons ha prodotto la prima traduzione completa in inglese di quella prima edizione, e l’artista italiano Sergio Maria Calatroni ha interpretato graficamente ciascuna poesia. (26 gen – red)
