“Questa legge elettorale non è un’occasione persa, è una sciagura. Nella frammentazione che hanno le società moderne si deve fare una legge maggioritaria che ricomponga le forze. La Francia, se avesse la nostra legge elettorale, sarebbe una tragedia, ed è leader d’Europa in questo momento. La Germania, che è leader essenziale, avendo una legge abbastanza proporzionale, è un disastro. Se la Germania ci mette quattro mesi per fare il governo, sette mesi l’Olanda, è un messaggio forte. Allora o il paese dopo le elezioni immediatamente lo si mette a fare una legge elettorale che ricomponga il paese stesso, oppure… Questo è il problema dell’avvenire del paese, se nessuno lo interpreta non dipende certo da me”. Lo ha detto Romano Prodi, in un’intervista ad Agorà, su RaiTre, Inoltre ha aggiunto: “Sono fuori dalla campagna elettorale, seguo chiaramente con interesse e con passione, ma il mio ruolo attivo è finito, non credo di dover dire più nulla riguardo a questo. La mia chiamata all’unità? Quando ho fatto politica l’ho sempre fatta con spirito di coalizione, cioè mettere assieme diverse forze, diverse radici perché se no la pianta non è robusta”. Non manca un passaggio anche sulla politica economica ed il vertice di Davos: “I limiti di Davos sono che i risultati contrastano con il titolo. Dico: volete fare un mondo più equo, più solidale e poi non trovi nessuna proposta di questo tipo. Il mio piano per l’Europa è tecnicamente molto bello, la prima accoglienza politica è buona. E’ un piano da 150 miliardi di euro all’anno, una roba molto grossa. Adesso bisogna mobilitare le commissioni, il parlamento. E’ interessante perché è solo su tre direzioni: scuola, sanità e case popolari”. (29 gen – red)