“Perché sorprendersi? È ovvio che guardo alla coalizione. Io sono da sempre quello della logica di coalizione. E quindi, dico che Liberi e Uguali in questo momento non è per l’unità del centrosinistra. Mentre Renzi e il gruppo che gli sta attorno, il Pd e chi ha fatto gli accordi con il Pd, lo sono”, “è chiaro che io ho fatto la lode della coalizione, non del Pd”, “lo sanno tutti che ho un ottimo rapporto con Emma. E ottimo pure con Giulio Santagata, ovviamente” ma “non so se voterò Pd. Non so chi tra loro sceglierò, lo dirò tra qualche giorno. O forse non lo dirò affatto…”. Lo afferma Romano Prodi in un colloquio con Repubblica. Il Professore non fa quindi sconti a Matteo Renzi sulle liste elettorali: “Non c’è dubbio che la gestione delle candidature non è andata bene. E sì, è vero, Renzi non ha aiutato l’unità, diciamo che non è stato il massimo”. E afferma che non sa neanche se sceglierà il partito dell’ex premier o i suoi alleati: “Non so se voterò Pd, devo decidere”. E ammette di guardare al 4 marzo con ansia: “Non sono ottimista sul risultato”. Quindi il fondatore dell’Ulivo replica ai vertici di Leu: “Se fossero rimasti nel partito oggi il Pd sarebbe diverso”, “non c’è niente da aggiungere, se non che chi sta fuori da questa logica, non è per l’unità: non c’è dubbio su questo”, “proprio perché il momento è molto difficile – spiega – c’è bisogno di rafforzare la coalizione”. Interrogato sul derby di Bologna tra Vasco Errani e Pier Ferdinando Casini risponde: “Sono amico di entrambi. E certo, sono amico di Errani. Lo stimo, gli voglio bene. Ma fuori dalla coalizione dove andiamo a finire? Dove vanno a finire?”. (31 gen – red)