“Credo che l’Italia sia ancora un Paese molto sano, ma come molti altri in Occidente ha paure profonde, che vengono usate in modo molto spregiudicato e questa dinamica a volte va fuori controllo. Gioca anche il caso: si saldano paure, incitamento all’odio e il fatto che ci sia un criminale squilibrato pronto a sparare”. Così Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, in una intervista al Corriere della Sera, sulla vicenda di Macerata. Interrogato sulla posizione della Lega commenta: “Con Salvini ha subito un’involuzione. In passato la Lega non si limitava a incitare all’irresponsabilità di ogni tipo, fino a giocare sul crinale del razzismo. Maroni per esempio è stato un ottimo ministro e un buon amministratore e anche Zaia è apprezzato in Veneto. Ora il partito si è trasformato nelle mani di questo ragazzo che dimostra quotidianamente di non avere alcuna competenza o visione se non quella di soffiare sul fuoco delle paure. Ha passato tre anni all’Europarlamento, a 20 mila euro al mese, e non sa come si mettono dei dazi. In commissione Commercio non l’ho mai visto. Almeno Marine Le Pen veniva”. E delle parole di Berlusconi sugli stranieri dice: “Frasi sorprendenti le sue, ma non c’è nulla che accomuni Berlusconi e Salvini. Credo la loro alleanza dipenda più dalla legge elettorale che dalla volontà di Forza Italia. Con Salvini siamo all’incitamento all’odio con le frasi sulla sinistra dalle mani sporche di sangue, la razza bianca, la presunta ‘invasione’ che sarebbe responsabile dell’orrore di Macerata. Questo è un ragazzo che non ha mai lavorato fuori dalla politica e va dagli operai di un’azienda in crisi, l’Ideal Standard, per farsi dei selfie. Ha promesso di fare pressioni sul mio ministero e sull’azienda e poi non si è disturbato neanche per una chiamata. Salvini manca di etica, senso delle istituzioni e sta spingendo la Lega ai limiti di quello che una volta si chiamava l’arco costituzionale”. E aggiunge: “Le paure non sono polvere da mettere sotto il tappeto, hanno diritto di cittadinanza. Alle persone bisogna offrire anche protezione. Della liberal-democrazia bisogna difendere i valori, ma il linguaggio deve cambiare. La retorica della Terza via era una bella favola, raccontava che i processi di cambiamento sono facili e aggiungono sempre valore per tutti subito. E l’errore che ha ucciso le socialdemocrazie”. (5 feb – red)