“Siamo alle soglie di una stagione neofascista come toni, atteggiamenti e parole in libertà. Ora vengono fuori episodi di violenza come quello di Macerata. Quando i valori della patria si usano contro gli altri si stanno tradendo il tricolore e la Costituzione. E non basta il Papa per denunciare le discriminazioni e l’odio. Serve anche la voce della politica, possibilmente di tutti i partiti”. Lo afferma il ministro Graziano Delrio in una intervista a Repubblica. E aggiunge: “Il Pd ha condannato fortemente quell’atto, frutto delle idee che sono state seminate con grande irresponsabilità nel corso degli ultimi anni. Invasioni epocali, perdita d’identità, accuse alle politiche dell’immigrazione. Pensieri sbagliati a cui seguono atti gravissimi. Chi semina il linguaggio dell’odio e della divisione raccoglie gli spari di Macerata. Stiamo perdendo il senso dell’umanità. Alessandro Magno diceva che sono stranieri solo coloro che fanno del male. Ecco, la violenza è il nostro vero nemico e adesso serve un po’ di memoria. Il fascismo non è un fatto storico. È stata una tragedia, una vergogna. È stato dolore e massacri anche lì dove c’è stata la colonizzazione. È stato il disastro della guerra” e “può tornare, non è un’ideologia definitivamente sconfitta”. Secondo Delrio “chi giustifica episodi come quello di Macerata spalanca le porte al ritorno del fascismo. Ma quell’idea non porta né prosperità né ricchezza. I cittadini devono sapere che è il momento di stare attaccati ai valori costituzionali”. Sulla vicenda di Macerata poi precisa che Renzi “ha scritto un post molto chiaro. Ha detto che non ci vergogniamo delle nostre politiche fatte di umanità, di soccorso e del tentativo molto deciso di non lasciare in mano agli scafisti le nostre politiche sull’immigrazione. Se vogliamo affrontare seriamente il tema delle responsabilità dovremmo discutere della legge Bossi-Fini, del trattato di Dublino, degli effetti della guerra in Libia. Pensare che il fenomeno dell’immigrazione sia stato provocato dalla sinistra è una follia. L’immigrazione è causata dalla fame e dalle guerre. Promettere di cacciare 600 mila immigrati in un batter d’occhio non serve a niente. L’organizzazione dei rimpatri si fa giorno per giorno, mese per mese”. E rimarca: “C’è un problema molto più serio o almeno altrettanto serio. Tutti i grandi fenomeni di discriminazione e di violenza razziale sono nati grazie all’accondiscendenza verso certe parole e certe azioni. Ricorda l’episodio di Como? Dobbiamo tenere alta la guardia e vigilare, io mi auguro che ci sia anche una mobilitazione dal basso a difesa dei valori costituzionali. Se lasciamo il tricolore sulle spalle di un signore che è uno squilibrato, se la bandiera non la sventoliamo noi, rischiamo di tornare indietro”, “non ci giriamo dall’altra parte. Il Pd è andato a Como, il Pd è andato a Macerata”. E conclude: “Siamo tutti padri e madri. Nessuno di noi chiede meno sicurezza e meno garanzie. Ma il Pd non rinuncia a una visione di società che, dentro l’ordine e le regole, offre a tutti uguaglianza di di ritti e di doveri. Le politiche di inclusione sociale sono i migliori strumenti di sicurezza. La destra pensa a costruire nuove carceri, io penso che quando si costruiscono percorsi di reinserimento la recidiva cala del 70 per cento. E che le persone che lavorano con le nostre famiglie e le nostre aziende non sono pericolose”. (7 feb – red)