“Ringrazio Liberi e Uguali del percorso fatto in questi mesi, ha vinto l’unità che nella storia del centrosinistra e della sinistra è stata vissuta sempre come un elemento positivo della battaglia politica”: il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, intervenendo alla presentazione dei candidati di Leu alle regionali, commenta così l’accordo stretto con la formazione politica guidata da Pietro Grasso, accordo che non ha un corrispettivo né a livello nazionale né in Lombardia. Secondo il governatore l’intesa con Leu rappresenta “un bel risultato frutto dell’autonomia politica e culturale della comunità locale”, esito di un dialogo continuo e “non certo nata nelle ultime quarantotto ore”. “Ma non sono una mosca bianca”, in quanto “dal dopoguerra ci sono state sempre alleanze diverse tra nazionale e locale” precisa Zingaretti, che però sottolinea di non dare all’accordo raggiunto con Leu nel Lazio “una valenza di politica nazionale né propedeutica a chissà cosa, governiamo il Lazio per i prossimi 5 anni e sarebbe già una immensa vittoria per milioni di persone”. “Un’unità costruita sui contenuti, oltre alle paure e ai capri espiatori c’è una soluzione per tanti problemi drammatici” afferma il presidente della Regione Lazio gettando uno sguardo all’offerta politica delle altre forze. “Anche nella nostra regione siamo dentro il tempo del rancore, della rabbia e della disillusione” continua il governatore, che aggiunge: “C’è chi le paure le cavalca, le rappresenta, le racconta ma poi se vince le lascia intatte. Poi c’è una destra che in maniera evidente e spudorata di fronte a una condizione di paura l’unica risposta che riesce a dare è la ricerca del capro espiatorio e del nemico”. “Noi – ribadisce Zingaretti – non siamo quelli che cavalcano le paure delle persone ma quelli che vogliono risolvere i problemi che quelle paure le creano”. Alla presentazione delle liste di Leu nel Lazio sono intervenuti anche Angelo Fredda (segretario regionale di Sinistra Italiana), Piero Latino (segretario regionale Mdp) e la capolista Monica Gregori, secondo cui l’appoggio di Liberi e Uguali a Zingaretti rappresenta “un segnale di discontinuità e di svolta a sinistra”. “Puntiamo al governo – ha spiegato Gregori – e il passo successivo sarà ancor più importante: sulla sanità bisogna passare dalle scelte tecniche legate al commissariamento alle scelte politiche. Nel settore sanitario come in quello lavorativo negli ultimi 5 anni questa regione ha subito le politiche nazionali”. “La sfida è difficile – sottolinea la capolista di Leu nel Lazio – siamo di fronte a una popolazione che non crede più nella politica ma siamo convinti di poter ricreare un rapporto con i territori e gli elettori che negli scorsi anni non c’è stato, e che negli ultimi 5 anni la Regione Lazio ha avuto fino a un certo punto”. (PO / Roc – 8 feb)
